piante marine
“Green Project”, alle Cinque Terre nuovi polmoni verdi per la Posidonia Oceanica
Parte ufficialmente il progetto di riforestazione della Posidonia oceanica nell’Area Marina Protetta delle Cinque Terre. La riforestazione fa parte del progetto “Green Project” ed è realizzato dall'International School for Scientific Diving in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Terra, dell'Ambiente e della Vita dell'Università di Genova e con il sostegno di Fondazione Deutsche Bank Italia, mira a ripristinare uno degli ecosistemi marini più preziosi del Mar Mediterraneo. ll progetto, che si sviluppa nell’arco di tre anni, nasce dall’idea di utilizzare materiali e replicare metodi già impiegati con successo nell’ambiente terrestre, nel settore dell’ingegneria naturalistica. L’impianto prevede il posizionamento di geocompositi biodegradabili (biostuoie) costituiti da reti in fibra di cocco su una superficie totale di 100 m2 al fine di ripristinare porzioni del posidonieto esistente. Sulle reti verranno ancorate manualmente da personale qualificato (biologi ISSD e DISTAV) circa 2.000 talee di Posidonia reperite tra quelle già scalzate a causa delle mareggiate o degli ancoraggi. Altro tassello importante sarà la fase di monitoraggio che avrà una durata di almeno due anni al fine di verificare il successo dell’intervento in termini di attecchimento e sopravvivenza delle piante.
Parte ufficialmente il progetto di riforestazione della Posidonia oceanica nell’Area Marina Protetta delle Cinque Terre. La riforestazione fa parte del progetto “Green Project” ed è realizzato dall'International School for Scientific Diving in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Terra, dell'Ambiente e della Vita dell'Università di Genova e con il sostegno di Fondazione Deutsche Bank Italia, mira a ripristinare uno degli ecosistemi marini più preziosi del Mar Mediterraneo. ll progetto, che si sviluppa nell’arco di tre anni, nasce dall’idea di utilizzare materiali e replicare metodi già impiegati con successo nell’ambiente terrestre, nel settore dell’ingegneria naturalistica. L’impianto prevede il posizionamento di geocompositi biodegradabili (biostuoie) costituiti da reti in fibra di cocco su una superficie totale di 100 m2 al fine di ripristinare porzioni del posidonieto esistente. Sulle reti verranno ancorate manualmente da personale qualificato (biologi ISSD e DISTAV) circa 2.000 talee di Posidonia reperite tra quelle già scalzate a causa delle mareggiate o degli ancoraggi. Altro tassello importante sarà la fase di monitoraggio che avrà una durata di almeno due anni al fine di verificare il successo dell’intervento in termini di attecchimento e sopravvivenza delle piante.
Dillo a Plaple
Difendersi dal sole... naturalmente!
Le creme solari sono indispensabili, ma ammettiamolo: sono anche un impiccio per tutti. Bisogna applicarle con attenzione su tutto il corpo, senza dimenticare nemmeno un piccolo punto per evitare scottature, riapplicarle ogni due ore e dopo ogni bagno, facendo anche i conti con la sabbia che si attacca alla pelle. E, come se non bastasse, scegliere quella giusta non è sempre semplice. Non tutte le protezioni solari sono uguali. Alcune contengono ingredienti che, una volta dispersi in mare, possono avere un impatto negativo sugli ecosistemi marini. Per questo è importante scegliere con consapevolezza ciò che applichiamo sulla nostra pelle. Molte creme solari utilizzano filtri di tipo chimico, efficaci nel proteggerci dai raggi ultravioletti, ma alcuni di questi ingredienti possono causare danni all'ambiente marino. Le creme solari con filtri fisici (o minerali) rappresentano una scelta più rispettosa dell'ambiente marino. Grazie alla loro formulazione, contribuiscono a preservare l'equilibrio degli ecosistemi acquatici e a proteggere la biodiversità. 1. Aiutano a salvaguardare le barriere coralline, senza favorire fenomeni di sbiancamento (coral bleaching), essenziali per la vita di migliaia di specie marine. 2. Rispettano l'equilibrio biologico degli organismi marini, evitando sostanze che possono interferire con i delicati sistemi endocrini e riproduttivi. 3. Proteggono la fauna acquatica, contribuendo a ridurre l'esposizione di coralli, pesci e altri organismi a ingredienti potenzialmente dannosi. 4. Favoriscono il mantenimento della fotosintesi marina, preservando la trasparenza dell'acqua e consentendo alla luce di raggiungere gli organismi fotosintetici, fondamentali per la salute e l'equilibrio degli ecosistemi. Scegliere una crema solare con filtri fisici significa proteggere la propria pelle prendendosi cura anche del mare e delle sue straordinarie forme di vita.
Le creme solari sono indispensabili, ma ammettiamolo: sono anche un impiccio per tutti. Bisogna applicarle con attenzione su tutto il corpo, senza dimenticare nemmeno un piccolo punto per evitare scottature, riapplicarle ogni due ore e dopo ogni bagno, facendo anche i conti con la sabbia che si attacca alla pelle. E, come se non bastasse, scegliere quella giusta non è sempre semplice. Non tutte le protezioni solari sono uguali. Alcune contengono ingredienti che, una volta dispersi in mare, possono avere un impatto negativo sugli ecosistemi marini. Per questo è importante scegliere con consapevolezza ciò che applichiamo sulla nostra pelle. Molte creme solari utilizzano filtri di tipo chimico, efficaci nel proteggerci dai raggi ultravioletti, ma alcuni di questi ingredienti possono causare danni all'ambiente marino. Le creme solari con filtri fisici (o minerali) rappresentano una scelta più rispettosa dell'ambiente marino. Grazie alla loro formulazione, contribuiscono a preservare l'equilibrio degli ecosistemi acquatici e a proteggere la biodiversità. 1. Aiutano a salvaguardare le barriere coralline, senza favorire fenomeni di sbiancamento (coral bleaching), essenziali per la vita di migliaia di specie marine. 2. Rispettano l'equilibrio biologico degli organismi marini, evitando sostanze che possono interferire con i delicati sistemi endocrini e riproduttivi. 3. Proteggono la fauna acquatica, contribuendo a ridurre l'esposizione di coralli, pesci e altri organismi a ingredienti potenzialmente dannosi. 4. Favoriscono il mantenimento della fotosintesi marina, preservando la trasparenza dell'acqua e consentendo alla luce di raggiungere gli organismi fotosintetici, fondamentali per la salute e l'equilibrio degli ecosistemi. Scegliere una crema solare con filtri fisici significa proteggere la propria pelle prendendosi cura anche del mare e delle sue straordinarie forme di vita.
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