“Tutti devono accedere alla cultura, comunicare significa partecipare, leggere e raccontare deve essere possibile per tutti, sordi e udenti stanno costruendo insieme una città più inclusiva”. Quattro buone ragioni che fanno da sfondo al percorso che porta all’evento “Una casa bilingue”, promosso dall’associazione “Due Punti”, ospitato presso “Il paracadute di Icaro”. Un percorso che parte da lontano, che punta alla creazione di un’esperienza permanente di scrittura creativa che mette insieme Lingua dei Segni Italiana e Lingua italiana, in un percorso univoco che fa incontro tra comunità che possono condividere esperienze creative abbattendo le barriere della comprensione. Conoscere, comprendere, partecipare, sono concetti che si toccano con mano nella pubblicazione di due opere in lingua doppia. “Rosso Malpelo” e “Racconti fantastici” sono i titoli di questa esperienza innovativa.
Plaple incontra
Dove gli scarti hanno valore. Fody Fabrics, nuova vita alle persone e alle cose
Dove gli scarti hanno valore. Fody Fabrics, nuova vita alle persone e alle cose Fody Fabrics nasce da un’idea semplice: nulla è davvero uno scarto se può avere una seconda vita, perché ogni tessuto porta con sé una storia, un valore e la possibilità di diventare qualcosa di buono. Fody recupera e trasforma i tessuti di scarto delle aziende toscane scrivendo un nuovo capitolo del racconto e riducendo ciò che viene sprecato. E dietro ogni nuovo capo che nasce ci sono mani che sembravano non poter essere una risorsa per l’economia tradizionale: persone con disabilità intellettiva o che vivono in situazioni di svantaggio, a cui sono offerti percorsi di crescita e formazione che diventano reali occasioni lavorative. Qui non si recuperano soltanto materiali: si riconoscono talenti, capacità e quel valore che spesso resta invisibile. Ogni limite diventa il nuovo capitolo di una storia inclusiva e sostenibile.
Dove gli scarti hanno valore. Fody Fabrics, nuova vita alle persone e alle cose Fody Fabrics nasce da un’idea semplice: nulla è davvero uno scarto se può avere una seconda vita, perché ogni tessuto porta con sé una storia, un valore e la possibilità di diventare qualcosa di buono. Fody recupera e trasforma i tessuti di scarto delle aziende toscane scrivendo un nuovo capitolo del racconto e riducendo ciò che viene sprecato. E dietro ogni nuovo capo che nasce ci sono mani che sembravano non poter essere una risorsa per l’economia tradizionale: persone con disabilità intellettiva o che vivono in situazioni di svantaggio, a cui sono offerti percorsi di crescita e formazione che diventano reali occasioni lavorative. Qui non si recuperano soltanto materiali: si riconoscono talenti, capacità e quel valore che spesso resta invisibile. Ogni limite diventa il nuovo capitolo di una storia inclusiva e sostenibile.
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Tornare a vedersi belle: la rivoluzione gentile di Feeling Nova
Feeling Nova nasce dall’idea di trasformare un’esperienza difficile in un percorso di rinascita e solidarietà. Il progetto, ideato da Chiara Pasini, mette al centro le donne che affrontano il tumore al seno, accompagnandole in un momento delicato della loro vita non solo dal punto di vista fisico, ma anche emotivo. Da questa visione prende forma una linea di intimo post-operatorio pensata per unire comfort, femminilità e dignità. L’obiettivo non è semplicemente creare un prodotto, ma aiutare le donne a tornare a sentirsi bene con il proprio corpo e con la propria immagine. Feeling Nova nasce infatti dalla convinzione che la cura passi anche attraverso l’autostima, l’ascolto e la possibilità di riconoscersi ancora allo specchio. Ogni capo è studiato per rispondere alle esigenze di chi vive un percorso oncologico, con materiali sostenibili e una particolare attenzione al benessere della persona. Ma Feeling Nova è anche una community e una rete di vicinanza umana. Attraverso il progetto, Chiara Pasini vuole promuovere una nuova cultura della solidarietà, capace di unire cura, gentilezza e inclusione. Una “rivoluzione gentile” che mette al centro la persona, le sue fragilità e il diritto di sentirsi ancora bella, forte e viva anche dopo il dolore.
Feeling Nova nasce dall’idea di trasformare un’esperienza difficile in un percorso di rinascita e solidarietà. Il progetto, ideato da Chiara Pasini, mette al centro le donne che affrontano il tumore al seno, accompagnandole in un momento delicato della loro vita non solo dal punto di vista fisico, ma anche emotivo. Da questa visione prende forma una linea di intimo post-operatorio pensata per unire comfort, femminilità e dignità. L’obiettivo non è semplicemente creare un prodotto, ma aiutare le donne a tornare a sentirsi bene con il proprio corpo e con la propria immagine. Feeling Nova nasce infatti dalla convinzione che la cura passi anche attraverso l’autostima, l’ascolto e la possibilità di riconoscersi ancora allo specchio. Ogni capo è studiato per rispondere alle esigenze di chi vive un percorso oncologico, con materiali sostenibili e una particolare attenzione al benessere della persona. Ma Feeling Nova è anche una community e una rete di vicinanza umana. Attraverso il progetto, Chiara Pasini vuole promuovere una nuova cultura della solidarietà, capace di unire cura, gentilezza e inclusione. Una “rivoluzione gentile” che mette al centro la persona, le sue fragilità e il diritto di sentirsi ancora bella, forte e viva anche dopo il dolore.
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"A un metro dal traguardo", la vita di Ambra diventa Film
"A un metro dal traguardo" è il docufilm che ci porta dentro la vita di Ambra Sabatini, atleta e donna alle prese con le grandi sfide del presente, con l'obiettivo nel mirino di un oro olimpico da conquistare. Cadere, piangere quando se ne sente il bisogno, rialzarsi e tornare in pista, vincere. Più facile a dirsi che a farsi, ma c’è chi di queste piccole, semplici istruzioni ne ha fatto un mantra. Per Ambra cambia tutto in un battito di ciglia dal 2019, momento sliding doors che le cambierà la vita. L’incidente in moto, la gamba persa, non la voglia di combattere. E dritta in pista passando dall’oro di Tokyo a Parigi fino ai mondiali 2025, ancora sul gradino più alto del podio. Vita ispirata protagonista al Teatro del Cestello nell’ambito degli incontri del Social Podcast Club. Lo sport è la costante che tiene insieme i pezzi. Vite straordinarie, la storia è diventata il docufilm per la regia di Mattia Ramberti.
"A un metro dal traguardo" è il docufilm che ci porta dentro la vita di Ambra Sabatini, atleta e donna alle prese con le grandi sfide del presente, con l'obiettivo nel mirino di un oro olimpico da conquistare. Cadere, piangere quando se ne sente il bisogno, rialzarsi e tornare in pista, vincere. Più facile a dirsi che a farsi, ma c’è chi di queste piccole, semplici istruzioni ne ha fatto un mantra. Per Ambra cambia tutto in un battito di ciglia dal 2019, momento sliding doors che le cambierà la vita. L’incidente in moto, la gamba persa, non la voglia di combattere. E dritta in pista passando dall’oro di Tokyo a Parigi fino ai mondiali 2025, ancora sul gradino più alto del podio. Vita ispirata protagonista al Teatro del Cestello nell’ambito degli incontri del Social Podcast Club. Lo sport è la costante che tiene insieme i pezzi. Vite straordinarie, la storia è diventata il docufilm per la regia di Mattia Ramberti.
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Lavoro e benessere, nuove iniziative a Firenze
Il Comune di Firenze luogo di lavoro dove si tutela e si promuove sempre più il benessere dei dipendenti. Anche nella prospettiva di aumentare l’efficienza, l’efficacia e la qualità dei servizi per i cittadini di una realtà che, con i suoi oltre 4mila dipendenti, è una delle più importanti aziende della Toscana. È stato presentato, questa mattina a Palazzo Vecchio, dalla sindaca Sara Funaro e dall’assessora al personale Laura Sparavigna l’atto di indirizzo, contenuto in un’apposita delibera, che si articola su quattro punti e riguarda il lavoro a distanza, i buoni pasto, la cura dei luoghi di lavoro e il welfare aziendale culturale, sportivo e della cura.
Il Comune di Firenze luogo di lavoro dove si tutela e si promuove sempre più il benessere dei dipendenti. Anche nella prospettiva di aumentare l’efficienza, l’efficacia e la qualità dei servizi per i cittadini di una realtà che, con i suoi oltre 4mila dipendenti, è una delle più importanti aziende della Toscana. È stato presentato, questa mattina a Palazzo Vecchio, dalla sindaca Sara Funaro e dall’assessora al personale Laura Sparavigna l’atto di indirizzo, contenuto in un’apposita delibera, che si articola su quattro punti e riguarda il lavoro a distanza, i buoni pasto, la cura dei luoghi di lavoro e il welfare aziendale culturale, sportivo e della cura.
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Paolo Ruffini
Plaple incontra Paolo Ruffini. Un racconto personale che evidenzia i segni importanti lasciati alla carriera, ed alla crescita sociale, dall’esperienza unica del percorso teatrale di Up & Down. Diverse abilità, empatia, rapporto con la felicità sono alcuni dei temi affrontati nell’intervista che offre spunti di riflessione dei rapporti sociali ben oltre la dimensione social.
Plaple incontra Paolo Ruffini. Un racconto personale che evidenzia i segni importanti lasciati alla carriera, ed alla crescita sociale, dall’esperienza unica del percorso teatrale di Up & Down. Diverse abilità, empatia, rapporto con la felicità sono alcuni dei temi affrontati nell’intervista che offre spunti di riflessione dei rapporti sociali ben oltre la dimensione social.
Plaple incontra
Giusy Versace
Plaple incontra Giusy Versace, non solo un atleta paralimpica, scrittrice e senatrice, ma anche un grande esempio di forza e tenacia. Nel 2005, all'età di 28 anni, perde entrambe le gambe a seguito di un grave incidente. "Ho imparato veramente a vivere nel momento in cui ho rischiato di perdere la vita". Queste le sue parole per descrivere la rinascita che la caratterizzata e che tutt'oggi la rende quella che è: determinata, allegra e soprattutto grata.
Plaple incontra Giusy Versace, non solo un atleta paralimpica, scrittrice e senatrice, ma anche un grande esempio di forza e tenacia. Nel 2005, all'età di 28 anni, perde entrambe le gambe a seguito di un grave incidente. "Ho imparato veramente a vivere nel momento in cui ho rischiato di perdere la vita". Queste le sue parole per descrivere la rinascita che la caratterizzata e che tutt'oggi la rende quella che è: determinata, allegra e soprattutto grata.
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Plaple incontra Francesco Canale, artista. Senza braccia nè gambe, da anni dipinge e scrive con la bocca. Con un imprenditore pugliese hanno realizzato il progetto Working Souls: un laboratorio esperenziale di pittura con la bocca e gaming motivazionale.
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Martina Caironi
Plaple incontra Martina Caironi, atleta della squadra Fiamme Gialle. Martina è una ragazza come tutte le altre, che ad un certo punto della sua vita ha dovuto affrontare la disabilità. Non si è fatta vincere ed è diventata una campionessa paralimpica della squadra delle Fiamme Gialle.
Plaple incontra Martina Caironi, atleta della squadra Fiamme Gialle. Martina è una ragazza come tutte le altre, che ad un certo punto della sua vita ha dovuto affrontare la disabilità. Non si è fatta vincere ed è diventata una campionessa paralimpica della squadra delle Fiamme Gialle.
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Plaple incontra Francesca Conti, Presidente di Anteas Pesaro. Francesca racconta cosa la spinge ad impegnarsi ogni giorno per gli altri, le sue emozioni e la sua allegria... "un vulcano" come la definiscono in molti che guarda la vita con gli occhi della gioia!
Plaple incontra
Plaple Incontra Alessandra di Giuseppe, Dirigente Scolastico dell'Istituto d'Istruzione Superiore "Luigi Donati" di Fossombrone.
Plaple incontra
Plaple incontra Paola Galvani, Sindaco di Rottofreno Paola racconta a Plaple TV dei suoi obiettivi, sogni e speranze e del suo impegno per la sua città.
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Bernard Dika
Plaple incontra Bernard Dika, portavoce del Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, coordinatore delle progettualità Giovanisì. Storie di vita, l’arrivo in Italia, la scommessa del più giovane dirigente della pubblica amministrazione italiana. L’appello ai giovani, al futuro non già scritto, all’impegno come missione del presente.
Plaple incontra Bernard Dika, portavoce del Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, coordinatore delle progettualità Giovanisì. Storie di vita, l’arrivo in Italia, la scommessa del più giovane dirigente della pubblica amministrazione italiana. L’appello ai giovani, al futuro non già scritto, all’impegno come missione del presente.
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Flo, la moda che include - Bellezza e lavoro trasformano la fragilità in opportunità
La moda incontra il sociale attraverso l’esperienza della Cooperativa Flo Concept, nata nel 2010 con l’obiettivo di offrire percorsi formativi e opportunità di inserimento lavorativo a persone in condizioni di fragilità. La cooperativa opera in un settore tradizionalmente distante dal mondo del sociale, trasformando la produzione artigianale in uno strumento di inclusione, crescita e autonomia. Nel corso degli anni Flo ha accolto persone con esperienze e fragilità differenti, accompagnandole nell’acquisizione di competenze non soltanto tecniche, ma anche personali e relazionali. Tra le storie più significative c’è quella di una persona che, grazie al percorso svolto all’interno della cooperativa, è riuscita successivamente a trovare un impiego al di fuori dell’ambiente protetto, costruendo un cammino professionale stabile e di realizzazione personale. Attualmente Flow accoglie tra le dodici e le quindici persone. L’obiettivo per il futuro non è semplicemente crescere nelle dimensioni, ma sviluppare nuove opportunità e coinvolgere un numero ancora maggiore di lavoratori. A guidare ogni attività sono tre parole: bellezza, inclusione e ascolto. La bellezza di prodotti curati dal punto di vista stilistico e manifatturiero; l’inclusione come vocazione; l’ascolto come elemento indispensabile per accompagnare ogni persona nel proprio percorso lavorativo.
La moda incontra il sociale attraverso l’esperienza della Cooperativa Flo Concept, nata nel 2010 con l’obiettivo di offrire percorsi formativi e opportunità di inserimento lavorativo a persone in condizioni di fragilità. La cooperativa opera in un settore tradizionalmente distante dal mondo del sociale, trasformando la produzione artigianale in uno strumento di inclusione, crescita e autonomia. Nel corso degli anni Flo ha accolto persone con esperienze e fragilità differenti, accompagnandole nell’acquisizione di competenze non soltanto tecniche, ma anche personali e relazionali. Tra le storie più significative c’è quella di una persona che, grazie al percorso svolto all’interno della cooperativa, è riuscita successivamente a trovare un impiego al di fuori dell’ambiente protetto, costruendo un cammino professionale stabile e di realizzazione personale. Attualmente Flow accoglie tra le dodici e le quindici persone. L’obiettivo per il futuro non è semplicemente crescere nelle dimensioni, ma sviluppare nuove opportunità e coinvolgere un numero ancora maggiore di lavoratori. A guidare ogni attività sono tre parole: bellezza, inclusione e ascolto. La bellezza di prodotti curati dal punto di vista stilistico e manifatturiero; l’inclusione come vocazione; l’ascolto come elemento indispensabile per accompagnare ogni persona nel proprio percorso lavorativo.
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Io corro per... 24° edizione di Corri la Vita
La fine di settembre sta giungendo e con essa l'imperdibile appuntamento della città di Firenze: Corri la Vita. L'appuntamento benefico-sportivo-culturale che ogni anno riunisce tutta la città con l'obiettivo di combattere il tumore al seno. Ogni anno i partecipanti aumentano e così anche i progetti portati avanti dall'organizzazione, che quest'anno ha visto il bando ampliarsi alla nazione intera. Tante persone, tanti progetti, un solo cuore.
La fine di settembre sta giungendo e con essa l'imperdibile appuntamento della città di Firenze: Corri la Vita. L'appuntamento benefico-sportivo-culturale che ogni anno riunisce tutta la città con l'obiettivo di combattere il tumore al seno. Ogni anno i partecipanti aumentano e così anche i progetti portati avanti dall'organizzazione, che quest'anno ha visto il bando ampliarsi alla nazione intera. Tante persone, tanti progetti, un solo cuore.
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BeeSafe: l’impatto delle microplastiche su api e impollinatori
Le microplastiche non si trovano solo nei mari: sono presenti anche nei suoli, nei fiori e persino negli insetti impollinatori. BeeSafe, il progetto coordinato da Ilaria Colzi dell’Università di Firenze e finanziato dalla National Geographic Society, studia come queste particelle possano alterare il rapporto tra piante e api, modificando colori, profumi e qualità del nettare. Un’indagine che ci aiuta a capire come l’inquinamento invisibile possa influenzare la biodiversità e il futuro dell’impollinazione.
Le microplastiche non si trovano solo nei mari: sono presenti anche nei suoli, nei fiori e persino negli insetti impollinatori. BeeSafe, il progetto coordinato da Ilaria Colzi dell’Università di Firenze e finanziato dalla National Geographic Society, studia come queste particelle possano alterare il rapporto tra piante e api, modificando colori, profumi e qualità del nettare. Un’indagine che ci aiuta a capire come l’inquinamento invisibile possa influenzare la biodiversità e il futuro dell’impollinazione.
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Microplastiche: un rischio invisibile
Sono minuscole, spesso invisibili a occhio nudo, ma ormai si trovano ovunque. Le microplastiche contaminano mari, fiumi, suoli agricoli e persino l’aria che respiriamo. Derivano dalla degradazione degli oggetti in plastica e dall’uso quotidiano di numerosi prodotti. Una volta disperse nell’ambiente, possono essere ingerite da animali e insetti, entrando nelle catene alimentari e alterando gli equilibri degli ecosistemi. La loro diffusione rappresenta una delle sfide ambientali più complesse del nostro tempo. Comprendere dove si accumulano, come si muovono e quali effetti producono è fondamentale per sviluppare strategie efficaci di prevenzione e riduzione dell’inquinamento da plastica.
Sono minuscole, spesso invisibili a occhio nudo, ma ormai si trovano ovunque. Le microplastiche contaminano mari, fiumi, suoli agricoli e persino l’aria che respiriamo. Derivano dalla degradazione degli oggetti in plastica e dall’uso quotidiano di numerosi prodotti. Una volta disperse nell’ambiente, possono essere ingerite da animali e insetti, entrando nelle catene alimentari e alterando gli equilibri degli ecosistemi. La loro diffusione rappresenta una delle sfide ambientali più complesse del nostro tempo. Comprendere dove si accumulano, come si muovono e quali effetti producono è fondamentale per sviluppare strategie efficaci di prevenzione e riduzione dell’inquinamento da plastica.
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“Camminare insieme” – Parte il conto alla rovescia per Corri La Vita 2026
Parte ufficialmente il conto alla rovescia per Corri La Vita 2026, uno degli appuntamenti più importanti dedicati alla solidarietà, alla prevenzione, all'inclusione e allo sport. L'evento tornerà a colorare le strade di Firenze domenica 27 settembre 2026, riunendo migliaia di persone accomunate da un unico obiettivo: sostenere la lotta contro il tumore al seno e promuovere la cultura della prevenzione. Corri La Vita è molto più di una manifestazione sportiva: è un grande momento di partecipazione collettiva, capace di unire cittadini, volontari, associazioni, istituzioni e sostenitori in una giornata all'insegna della condivisione e della solidarietà. Ogni passo compiuto rappresenta un gesto concreto a favore dei progetti che ogni anno vengono sostenuti grazie alla raccolta fondi dell'evento. Ogni sorriso, ogni incontro, ogni presenza racconta una storia di impegno, speranza e vicinanza. Perché la forza di Corri La Vita è proprio questa: trasformare un semplice percorso in un messaggio di consapevolezza e in un aiuto concreto per chi affronta il tumore al seno.
Parte ufficialmente il conto alla rovescia per Corri La Vita 2026, uno degli appuntamenti più importanti dedicati alla solidarietà, alla prevenzione, all'inclusione e allo sport. L'evento tornerà a colorare le strade di Firenze domenica 27 settembre 2026, riunendo migliaia di persone accomunate da un unico obiettivo: sostenere la lotta contro il tumore al seno e promuovere la cultura della prevenzione. Corri La Vita è molto più di una manifestazione sportiva: è un grande momento di partecipazione collettiva, capace di unire cittadini, volontari, associazioni, istituzioni e sostenitori in una giornata all'insegna della condivisione e della solidarietà. Ogni passo compiuto rappresenta un gesto concreto a favore dei progetti che ogni anno vengono sostenuti grazie alla raccolta fondi dell'evento. Ogni sorriso, ogni incontro, ogni presenza racconta una storia di impegno, speranza e vicinanza. Perché la forza di Corri La Vita è proprio questa: trasformare un semplice percorso in un messaggio di consapevolezza e in un aiuto concreto per chi affronta il tumore al seno.
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Le aziende possono rigenerare il pianeta?
🌱 Dalla sostenibilità alla rigenerazione. Treedom ha lanciato Regenera, una nuova soluzione che aiuta le aziende a creare un impatto ambientale e sociale positivo, misurabile e integrato nelle attività quotidiane. L'idea è semplice ma rivoluzionaria: non basta più limitare i danni, bisogna contribuire attivamente alla rigenerazione di ecosistemi, comunità e territori. Tra gli ambiti di intervento: 🌳 Alberi ed ecosistemi ♻️ Carbon offset 🧴 Rimozione della plastica 🦋 Biodiversità 🏙️ Natura urbana 🌊 Protezione delle acque Una buona notizia che mostra come il mondo delle imprese possa diventare parte della soluzione.
🌱 Dalla sostenibilità alla rigenerazione. Treedom ha lanciato Regenera, una nuova soluzione che aiuta le aziende a creare un impatto ambientale e sociale positivo, misurabile e integrato nelle attività quotidiane. L'idea è semplice ma rivoluzionaria: non basta più limitare i danni, bisogna contribuire attivamente alla rigenerazione di ecosistemi, comunità e territori. Tra gli ambiti di intervento: 🌳 Alberi ed ecosistemi ♻️ Carbon offset 🧴 Rimozione della plastica 🦋 Biodiversità 🏙️ Natura urbana 🌊 Protezione delle acque Una buona notizia che mostra come il mondo delle imprese possa diventare parte della soluzione.
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Dalla solidarietà alle Olimpiadi: il percorso di rinascita di Francesca Lollobrigida
Un incontro avvenuto durante un’iniziativa di solidarietà con alcuni ragazzi con disabilità ha rappresentato un punto di svolta in un periodo complesso. Un’esperienza capace di restituire energia, motivazione e la sensazione concreta di “tornare sulla giusta strada”. Da quel momento è iniziato un nuovo equilibrio. La quotidianità, l’allenamento e la determinazione hanno ritrovato direzione, fino ai risultati sportivi. Ma ciò che rende significativo questo percorso è la natura dello scambio: un gesto di solidarietà che non resta unidirezionale, ma diventa reciproco. Chi riceve trova forza, chi dona porta con sé qualcosa di altrettanto profondo.
Un incontro avvenuto durante un’iniziativa di solidarietà con alcuni ragazzi con disabilità ha rappresentato un punto di svolta in un periodo complesso. Un’esperienza capace di restituire energia, motivazione e la sensazione concreta di “tornare sulla giusta strada”. Da quel momento è iniziato un nuovo equilibrio. La quotidianità, l’allenamento e la determinazione hanno ritrovato direzione, fino ai risultati sportivi. Ma ciò che rende significativo questo percorso è la natura dello scambio: un gesto di solidarietà che non resta unidirezionale, ma diventa reciproco. Chi riceve trova forza, chi dona porta con sé qualcosa di altrettanto profondo.
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Dall'Aquila a Firenze: il grande gesto di Renato Zero per i piccoli del Meyer
La musica non si ferma all'eco di un applauso, ma si trasforma in un abbraccio concreto capace di curare il futuro. L'ultimo, straordinario gesto di Renato Zero incarna l'essenza più autentica della Perdonanza Celestiniana, tramutando l'arte in uno strumento di speranza e profonda solidarietà. Rinunciando al proprio compenso, il cantautore romano ha donato quarantamila euro alla Fondazione Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze. Questo generoso contributo permetterà l'acquisto di un'innovativa apparecchiatura di insufflazione per la chirurgia laparoscopica e robotica, un presidio tecnologico che allevierà la sofferenza dei piccoli pazienti, rendendo le operazioni meno invasive. Non è la prima volta che l'artista si fa "mollica" per costruire una grande pagnotta di bene comune, avendo già sostenuto in passato altri poli pediatrici d'eccellenza come il Gaslini e il Sant'Orsola. L'iniziativa dimostra come la cultura e la spiritualità di un evento storico possano superare i confini del palcoscenico per entrare silenziosamente nelle corsie d'ospedale. Lì dove la fragilità dei bambini chiede protezione, la generosità dei grandi risponde con la forza della vita. Curare un bambino significa curare il domani, e Renato Zero, con la complicità del Comune dell'Aquila, ha scritto una delle sue pagine più melodiose: quella in cui la musica salva.
La musica non si ferma all'eco di un applauso, ma si trasforma in un abbraccio concreto capace di curare il futuro. L'ultimo, straordinario gesto di Renato Zero incarna l'essenza più autentica della Perdonanza Celestiniana, tramutando l'arte in uno strumento di speranza e profonda solidarietà. Rinunciando al proprio compenso, il cantautore romano ha donato quarantamila euro alla Fondazione Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze. Questo generoso contributo permetterà l'acquisto di un'innovativa apparecchiatura di insufflazione per la chirurgia laparoscopica e robotica, un presidio tecnologico che allevierà la sofferenza dei piccoli pazienti, rendendo le operazioni meno invasive. Non è la prima volta che l'artista si fa "mollica" per costruire una grande pagnotta di bene comune, avendo già sostenuto in passato altri poli pediatrici d'eccellenza come il Gaslini e il Sant'Orsola. L'iniziativa dimostra come la cultura e la spiritualità di un evento storico possano superare i confini del palcoscenico per entrare silenziosamente nelle corsie d'ospedale. Lì dove la fragilità dei bambini chiede protezione, la generosità dei grandi risponde con la forza della vita. Curare un bambino significa curare il domani, e Renato Zero, con la complicità del Comune dell'Aquila, ha scritto una delle sue pagine più melodiose: quella in cui la musica salva.
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Il gesto di Shakira che sta emozionando il mondo
Un semplice video pubblicato sui social. Un gruppo di ragazzi dell’Uganda che balla con il cuore. E una superstar mondiale che decide di ascoltarli davvero. I Triplets Ghetto Kids avevano ricreato la coreografia di Dai Dai, la nuova canzone di Shakira per i Mondiali 2026, chiedendo di poter ballare con lei. Shakira ha visto quel video… e li ha invitati ufficialmente a esibirsi con lei alla finale della Coppa del Mondo. 🌍⚽ Ma non finisce qui. La cantante ha anche annunciato che il progetto sosterrà il FIFA Global Citizen Education Fund, aiutando bambini e comunità svantaggiate attraverso l’istruzione. Una storia che dimostra quanto musica, social e solidarietà possano creare opportunità reali. E forse è proprio questo il lato più bello di internet. ✨
Un semplice video pubblicato sui social. Un gruppo di ragazzi dell’Uganda che balla con il cuore. E una superstar mondiale che decide di ascoltarli davvero. I Triplets Ghetto Kids avevano ricreato la coreografia di Dai Dai, la nuova canzone di Shakira per i Mondiali 2026, chiedendo di poter ballare con lei. Shakira ha visto quel video… e li ha invitati ufficialmente a esibirsi con lei alla finale della Coppa del Mondo. 🌍⚽ Ma non finisce qui. La cantante ha anche annunciato che il progetto sosterrà il FIFA Global Citizen Education Fund, aiutando bambini e comunità svantaggiate attraverso l’istruzione. Una storia che dimostra quanto musica, social e solidarietà possano creare opportunità reali. E forse è proprio questo il lato più bello di internet. ✨
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Favole che accorciano le distanze
C’è un mondo che corre veloce. E poi c’è chi sceglie di fermarsi qualche minuto, ascoltare una voce e lasciarsi accompagnare da una storia. A Pistoia, Capitale Italiana del Libro 2026, nasce “Favole al telefono”, un progetto ispirato alle celebri storie di Gianni Rodari. Un appuntamento telefonico dedicato ai bambini di ogni età, ma anche a tutte le persone che hanno bisogno di sentirsi vicine, accolte, parte di qualcosa. Ogni settimana, una voce legge una favola al telefono. Un gesto semplice, capace però di creare relazione, immaginazione e presenza anche a distanza. Perché la sostenibilità non riguarda soltanto l’ambiente. Parla anche di comunità, ascolto, cultura e cura reciproca. Parla della capacità di non lasciare indietro nessuno. “Favole al telefono” nasce dentro il grande progetto culturale di Pistoia Capitale del Libro 2026, un programma che mette al centro inclusione sociale, contrasto alla povertà educativa e accesso alla lettura come diritto condiviso. L’iniziativa propone letture telefoniche gratuite tratte dal libro “Favole al telefono” di Rodari, con appuntamenti settimanali su prenotazione dedicati ai bambini e alle famiglie. In un tempo in cui siamo sempre connessi ma spesso lontani, una favola raccontata può ancora diventare un ponte. Perché a volte, per cambiare il mondo, basta davvero una voce che racconta una storia.
C’è un mondo che corre veloce. E poi c’è chi sceglie di fermarsi qualche minuto, ascoltare una voce e lasciarsi accompagnare da una storia. A Pistoia, Capitale Italiana del Libro 2026, nasce “Favole al telefono”, un progetto ispirato alle celebri storie di Gianni Rodari. Un appuntamento telefonico dedicato ai bambini di ogni età, ma anche a tutte le persone che hanno bisogno di sentirsi vicine, accolte, parte di qualcosa. Ogni settimana, una voce legge una favola al telefono. Un gesto semplice, capace però di creare relazione, immaginazione e presenza anche a distanza. Perché la sostenibilità non riguarda soltanto l’ambiente. Parla anche di comunità, ascolto, cultura e cura reciproca. Parla della capacità di non lasciare indietro nessuno. “Favole al telefono” nasce dentro il grande progetto culturale di Pistoia Capitale del Libro 2026, un programma che mette al centro inclusione sociale, contrasto alla povertà educativa e accesso alla lettura come diritto condiviso. L’iniziativa propone letture telefoniche gratuite tratte dal libro “Favole al telefono” di Rodari, con appuntamenti settimanali su prenotazione dedicati ai bambini e alle famiglie. In un tempo in cui siamo sempre connessi ma spesso lontani, una favola raccontata può ancora diventare un ponte. Perché a volte, per cambiare il mondo, basta davvero una voce che racconta una storia.
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Concerti + sostenibili, parte da Firenze una rivoluzione Green
Buone notizie dal mondo della musica e della sostenibilità Dal festival Opel Firenze Rocks 2026 nasce un progetto innovativo che punta a creare un osservatorio nazionale sulla sostenibilità degli eventi live. L’obiettivo è chiaro: rendere concerti e grandi eventi sempre più rispettosi dell’ambiente attraverso dati scientifici, monitoraggi reali e nuove tecnologie. Verranno analizzati parametri importanti come: emissioni di CO2 qualità dell’aria gestione dei rifiuti dati satellitari e intelligenza artificiale Un passo concreto verso eventi più sostenibili, meno sprechi e maggiore attenzione per il territorio e le persone. La musica può unire, emozionare… e anche cambiare il futuro
Buone notizie dal mondo della musica e della sostenibilità Dal festival Opel Firenze Rocks 2026 nasce un progetto innovativo che punta a creare un osservatorio nazionale sulla sostenibilità degli eventi live. L’obiettivo è chiaro: rendere concerti e grandi eventi sempre più rispettosi dell’ambiente attraverso dati scientifici, monitoraggi reali e nuove tecnologie. Verranno analizzati parametri importanti come: emissioni di CO2 qualità dell’aria gestione dei rifiuti dati satellitari e intelligenza artificiale Un passo concreto verso eventi più sostenibili, meno sprechi e maggiore attenzione per il territorio e le persone. La musica può unire, emozionare… e anche cambiare il futuro
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Gioielli biodegradabili - La rivoluzione green di Neloo
Neloo è un brand artigianale nato a Viterbo nel 2018 dalla visione di Roberta Pietrini, con l’obiettivo di coniugare moda e sostenibilità. L’azienda si distingue per un approccio profondamente etico, basato sul rispetto dell’ambiente, sull’economia circolare e sull’utilizzo di materiali naturali selezionati con cura. Al centro del progetto c’è la volontà di creare gioielli belli ma anche responsabili, riducendo al minimo l’impatto ambientale lungo tutto il processo produttivo, dalla scelta delle materie prime fino al packaging. Il materiale simbolo delle creazioni Neloo è il Capim Dourado, conosciuto come “oro vegetale”. Si tratta di una pianta spontanea originaria della regione del Jalapão, in Brasile, che assume un caratteristico colore dorato una volta matura. Questa fibra naturale, oltre ad essere leggera e luminosa, è anche completamente biodegradabile e non richiede coltivazioni intensive, rendendola una risorsa sostenibile. La raccolta del Capim Dourado è regolamentata dalla legislazione brasiliana per proteggere l’ecosistema e garantire condizioni di lavoro etiche agli artigiani locali. Nel laboratorio di Neloo, questa fibra viene lavorata a mano con tecniche artigianali che richiamano la tradizione sudamericana, trasformandosi in gioielli unici, anallergici ed ecologici. Ogni creazione nasce da un processo attento e consapevole, dove manualità e innovazione si incontrano per dare vita a prodotti sostenibili ma anche esteticamente raffinati. L’impegno di Neloo non si limita ai materiali: l’intero ciclo produttivo è pensato per ridurre l’impronta ambientale, evitando sostanze chimiche e privilegiando lavorazioni a basso consumo energetico. Questo approccio dimostra come sia possibile fare impresa nel mondo della moda in modo etico, valorizzando allo stesso tempo l’artigianato e il rispetto per il pianeta. Neloo rappresenta quindi un esempio concreto di sostenibilità applicata al design, dove ogni gioiello racconta una storia fatta di natura, cultura e consapevolezza.
Neloo è un brand artigianale nato a Viterbo nel 2018 dalla visione di Roberta Pietrini, con l’obiettivo di coniugare moda e sostenibilità. L’azienda si distingue per un approccio profondamente etico, basato sul rispetto dell’ambiente, sull’economia circolare e sull’utilizzo di materiali naturali selezionati con cura. Al centro del progetto c’è la volontà di creare gioielli belli ma anche responsabili, riducendo al minimo l’impatto ambientale lungo tutto il processo produttivo, dalla scelta delle materie prime fino al packaging. Il materiale simbolo delle creazioni Neloo è il Capim Dourado, conosciuto come “oro vegetale”. Si tratta di una pianta spontanea originaria della regione del Jalapão, in Brasile, che assume un caratteristico colore dorato una volta matura. Questa fibra naturale, oltre ad essere leggera e luminosa, è anche completamente biodegradabile e non richiede coltivazioni intensive, rendendola una risorsa sostenibile. La raccolta del Capim Dourado è regolamentata dalla legislazione brasiliana per proteggere l’ecosistema e garantire condizioni di lavoro etiche agli artigiani locali. Nel laboratorio di Neloo, questa fibra viene lavorata a mano con tecniche artigianali che richiamano la tradizione sudamericana, trasformandosi in gioielli unici, anallergici ed ecologici. Ogni creazione nasce da un processo attento e consapevole, dove manualità e innovazione si incontrano per dare vita a prodotti sostenibili ma anche esteticamente raffinati. L’impegno di Neloo non si limita ai materiali: l’intero ciclo produttivo è pensato per ridurre l’impronta ambientale, evitando sostanze chimiche e privilegiando lavorazioni a basso consumo energetico. Questo approccio dimostra come sia possibile fare impresa nel mondo della moda in modo etico, valorizzando allo stesso tempo l’artigianato e il rispetto per il pianeta. Neloo rappresenta quindi un esempio concreto di sostenibilità applicata al design, dove ogni gioiello racconta una storia fatta di natura, cultura e consapevolezza.
NewsGli ambasciatori
Elisa Nicoli, green influencer, è Plaple perchè?
Gli ambasciatoriGio Giacobbe, fondatore e CEO di ACBC, è Plaple perchè?
Gli ambasciatoriAnche Bologna for Community è Plaple. Si allarga la nostra community
Gli ambasciatoriAnche Agnese Migliorati, fondatrice di Sable è Plaple!
Gli ambasciatori
Anche la Aleo Film tra gli #ambasciatori #Plaple. Cresce la nostra #community. E tu perchè sei Plaple?
Gli ambasciatori
A #Natale siamo tutti più #Plaple #solidarietà #sostenibilità #ambiente #pianeta #persone
Gli ambasciatoriE tu perchè sei Plaple? Inviaci il tuo video a redazione@plaple.tv
Gli ambasciatoriMatteo Biffoni, Presidente ANCI Toscana, è Plaple perchè?
Gli ambasciatoriLe voci dei giovani, l'impegno per il futuro. Un mondo sostenibile è possibile.
Gli ambasciatoriAmbasciatori Plaple. Parla Nives Canovi per la società "I Folletti srl" di Carpi
Gli ambasciatoriRodolfo Ziberna, sindaco di Gorizia, è Plaple perchè?
Gli ambasciatori
Avv. Marisa Meroni, socio fondatore e managing partner "SZA studio legale", è Plaple perchè?
Gli ambasciatoriI giovani
Missioni in Costa d’Avorio: il servizio cristiano giovanile
Non solo un viaggio, ma un cammino educativo, spirituale e umano per accompagnare i giovani nella crescita personale e nella scoperta del valore del servizio cristiano. L’esperienza missionaria proposta in Costa d’Avorio da Regnum Christi ha coinvolto i ragazzi partecipanti in varie realtà del Paese, dalle parrocchie locali alle scuole, villaggi, istituzioni umanitarie per sostenere le comunità più fragili. Un’esperienza di volontariato breve, dal 26 luglio al 10 agosto scorso, che però può regalare tanto a chi dona e a chi riceve. Il progetto è stato concepito come un percorso di educazione alla fede, alla responsabilità e alla solidarietà, in cui ciascuno è stato chiamato a mettersi in gioco attraverso il dono di sé e la collaborazione attiva. Le giornate dei partecipanti sono state scandite da momenti di preghiera, formazione e riflessione, perfettamente integrati con l'impegno pastorale e sociale sul campo. La missione ha toccato contesti diversi, con tappe significative nelle città di Abidjan e Yamoussoukro e nelle zone di Dabalaka e Toumodi. In questi luoghi, le attività sono state adattate alle competenze di ciascuno, valorizzando l'aspetto relazionale. Incontri di approfondimento sul contesto culturale e religioso locale hanno arricchito la formazione, mentre momenti di riposo, sport e condivisione fraterna hanno garantito un'esperienza serena ed equilibrata.
Non solo un viaggio, ma un cammino educativo, spirituale e umano per accompagnare i giovani nella crescita personale e nella scoperta del valore del servizio cristiano. L’esperienza missionaria proposta in Costa d’Avorio da Regnum Christi ha coinvolto i ragazzi partecipanti in varie realtà del Paese, dalle parrocchie locali alle scuole, villaggi, istituzioni umanitarie per sostenere le comunità più fragili. Un’esperienza di volontariato breve, dal 26 luglio al 10 agosto scorso, che però può regalare tanto a chi dona e a chi riceve. Il progetto è stato concepito come un percorso di educazione alla fede, alla responsabilità e alla solidarietà, in cui ciascuno è stato chiamato a mettersi in gioco attraverso il dono di sé e la collaborazione attiva. Le giornate dei partecipanti sono state scandite da momenti di preghiera, formazione e riflessione, perfettamente integrati con l'impegno pastorale e sociale sul campo. La missione ha toccato contesti diversi, con tappe significative nelle città di Abidjan e Yamoussoukro e nelle zone di Dabalaka e Toumodi. In questi luoghi, le attività sono state adattate alle competenze di ciascuno, valorizzando l'aspetto relazionale. Incontri di approfondimento sul contesto culturale e religioso locale hanno arricchito la formazione, mentre momenti di riposo, sport e condivisione fraterna hanno garantito un'esperienza serena ed equilibrata.
I giovani
Oltre lo sport, oltre le barriere: giovani atleti sordi inseguono il sogno paralimpico
Dietro ogni grande sogno c'è un percorso fatto di passione, sacrifici e persone capaci di credere nel talento degli altri. È questo il cuore dell'International Youth Camp, l'iniziativa che riunisce giovani atleti sordi provenienti da tutta Europa, uniti dalla voglia di allenarsi, conoscersi e inseguire un obiettivo comune: arrivare un giorno a vestire la maglia della propria nazionale e competere alle Paralimpiadi. Attraverso lo sport, questi ragazzi trovano uno spazio dove superare barriere, condividere esperienze e costruire nuove amicizie. Ma dietro ogni allenamento, ogni miglioramento e ogni traguardo raggiunto ci sono figure fondamentali: allenatori, educatori e organizzatori che mettono a disposizione il proprio bagaglio di esperienza, accompagnandoli non solo nella crescita sportiva, ma soprattutto in quella personale. Il loro ruolo va oltre la preparazione tecnica: significa ascoltare, motivare, trasmettere valori e aiutare giovani atleti a credere nelle proprie capacità. Perché un sogno, per diventare realtà, ha bisogno di talento, impegno e di qualcuno disposto a camminare al fianco di chi lo insegue.
Dietro ogni grande sogno c'è un percorso fatto di passione, sacrifici e persone capaci di credere nel talento degli altri. È questo il cuore dell'International Youth Camp, l'iniziativa che riunisce giovani atleti sordi provenienti da tutta Europa, uniti dalla voglia di allenarsi, conoscersi e inseguire un obiettivo comune: arrivare un giorno a vestire la maglia della propria nazionale e competere alle Paralimpiadi. Attraverso lo sport, questi ragazzi trovano uno spazio dove superare barriere, condividere esperienze e costruire nuove amicizie. Ma dietro ogni allenamento, ogni miglioramento e ogni traguardo raggiunto ci sono figure fondamentali: allenatori, educatori e organizzatori che mettono a disposizione il proprio bagaglio di esperienza, accompagnandoli non solo nella crescita sportiva, ma soprattutto in quella personale. Il loro ruolo va oltre la preparazione tecnica: significa ascoltare, motivare, trasmettere valori e aiutare giovani atleti a credere nelle proprie capacità. Perché un sogno, per diventare realtà, ha bisogno di talento, impegno e di qualcuno disposto a camminare al fianco di chi lo insegue.
I giovani
L’importanza dello sport nel sociale - La realtà dei Guelfi Firenze
I Guelfi Firenze non sono solo una squadra, ma una realtà profondamente radicata nel territorio. Da anni affiancano all’attività sportiva un forte impegno sociale rivolto ai giovani. L’obiettivo è offrire opportunità concrete di crescita personale e professionale. Tra le iniziative più significative ci sono programmi educativi e percorsi di formazione. Importante anche il sostegno a esperienze di studio all’estero attraverso borse dedicate. Occasioni che permettono ai ragazzi di aprirsi al mondo e costruire il proprio futuro. Lo sport diventa così uno strumento educativo e di responsabilizzazione. Un mezzo per trasmettere valori come disciplina, rispetto e spirito di squadra. Particolare attenzione è rivolta a chi vive situazioni personali o sociali difficili. Il progetto mira ad offrire nuove prospettive e possibilità reali di cambiamento. Ogni iniziativa nasce dall’idea che lo sport possa essere una guida e un punto di riferimento. Un percorso che aiuta i giovani a scoprire le proprie capacità e i propri obiettivi. La crescita individuale diventa parte di un cammino condiviso. Un impegno costante che va oltre il campo da gioco. Perché formare persone consapevoli è la vittoria più importante.
I Guelfi Firenze non sono solo una squadra, ma una realtà profondamente radicata nel territorio. Da anni affiancano all’attività sportiva un forte impegno sociale rivolto ai giovani. L’obiettivo è offrire opportunità concrete di crescita personale e professionale. Tra le iniziative più significative ci sono programmi educativi e percorsi di formazione. Importante anche il sostegno a esperienze di studio all’estero attraverso borse dedicate. Occasioni che permettono ai ragazzi di aprirsi al mondo e costruire il proprio futuro. Lo sport diventa così uno strumento educativo e di responsabilizzazione. Un mezzo per trasmettere valori come disciplina, rispetto e spirito di squadra. Particolare attenzione è rivolta a chi vive situazioni personali o sociali difficili. Il progetto mira ad offrire nuove prospettive e possibilità reali di cambiamento. Ogni iniziativa nasce dall’idea che lo sport possa essere una guida e un punto di riferimento. Un percorso che aiuta i giovani a scoprire le proprie capacità e i propri obiettivi. La crescita individuale diventa parte di un cammino condiviso. Un impegno costante che va oltre il campo da gioco. Perché formare persone consapevoli è la vittoria più importante.
I giovani
“Noi costruiamo comunità” - La missione degli Angeli del Bello
Gli Angeli del Bello di Firenze sono arrivati a Empoli per una nuova e significativa azione di ripulitura di alcune strade della città, portando con sé un messaggio concreto di cura e rispetto per gli spazi comuni. L’iniziativa ha visto la preziosa collaborazione della Misericordia, di Anpas Empoli e dei Custodi del Bello, realtà da sempre impegnate nel volontariato e nel sostegno alla comunità. Un ruolo centrale lo hanno avuto soprattutto i giovani studenti dell’IIS “Virgilio”, che con entusiasmo ed energia si sono messi in gioco in prima persona. Armati di guanti e buona volontà, i ragazzi hanno dimostrato come il senso civico possa nascere e crescere anche tra i più giovani. La giornata non è stata solo un intervento di pulizia urbana, ma un vero esempio di cittadinanza attiva e collaborazione. Insieme, associazioni e studenti hanno trasformato un gesto semplice in un segnale forte di attenzione verso la propria città e il suo futuro.
Gli Angeli del Bello di Firenze sono arrivati a Empoli per una nuova e significativa azione di ripulitura di alcune strade della città, portando con sé un messaggio concreto di cura e rispetto per gli spazi comuni. L’iniziativa ha visto la preziosa collaborazione della Misericordia, di Anpas Empoli e dei Custodi del Bello, realtà da sempre impegnate nel volontariato e nel sostegno alla comunità. Un ruolo centrale lo hanno avuto soprattutto i giovani studenti dell’IIS “Virgilio”, che con entusiasmo ed energia si sono messi in gioco in prima persona. Armati di guanti e buona volontà, i ragazzi hanno dimostrato come il senso civico possa nascere e crescere anche tra i più giovani. La giornata non è stata solo un intervento di pulizia urbana, ma un vero esempio di cittadinanza attiva e collaborazione. Insieme, associazioni e studenti hanno trasformato un gesto semplice in un segnale forte di attenzione verso la propria città e il suo futuro.
I giovani
Voci ai margini, sogni di riscatto - Il viaggio di “Nessun Domani”
Nessun Domani è un film che affronta con forza e sensibilità il tema del disagio giovanile, dando voce a chi vive ai margini e lotta per non perdere la speranza. Protagonista è Miriam, una giovane donna intrappolata tra dipendenze, piccoli crimini e il peso di un debito con il boss locale, Spadone. Attorno a lei si intrecciano le storie di Riccardo, spacciatore enigmatico con cui stringe un legame tormentato, e di Ines, sua sorella, che cerca stabilità nell’amore per Lidia, poliziotta divisa tra dovere e sentimenti. Roma non fa da semplice scenario: i suoi cortili e le sue strade diventano un riflesso vivo di un’umanità ferita, in perenne bilico tra sopravvivenza e riscatto. Il regista Davide Campagna sottolinea l’urgenza di raccontare queste vite senza giudizi né verità preconfezionate, restituendo autenticità alle fragilità, ai sensi di colpa e ai desideri di fuga dei giovani protagonisti. Realizzato grazie alla passione e al coraggio di un gruppo di ragazzi che hanno lavorato davanti e dietro la macchina da presa, Nessun Domani è più di un film: è un atto di crescita condivisa e un grido di speranza.
Nessun Domani è un film che affronta con forza e sensibilità il tema del disagio giovanile, dando voce a chi vive ai margini e lotta per non perdere la speranza. Protagonista è Miriam, una giovane donna intrappolata tra dipendenze, piccoli crimini e il peso di un debito con il boss locale, Spadone. Attorno a lei si intrecciano le storie di Riccardo, spacciatore enigmatico con cui stringe un legame tormentato, e di Ines, sua sorella, che cerca stabilità nell’amore per Lidia, poliziotta divisa tra dovere e sentimenti. Roma non fa da semplice scenario: i suoi cortili e le sue strade diventano un riflesso vivo di un’umanità ferita, in perenne bilico tra sopravvivenza e riscatto. Il regista Davide Campagna sottolinea l’urgenza di raccontare queste vite senza giudizi né verità preconfezionate, restituendo autenticità alle fragilità, ai sensi di colpa e ai desideri di fuga dei giovani protagonisti. Realizzato grazie alla passione e al coraggio di un gruppo di ragazzi che hanno lavorato davanti e dietro la macchina da presa, Nessun Domani è più di un film: è un atto di crescita condivisa e un grido di speranza.
I giovani
Lotta ai tumori della pelle - Il rimedio accessibile a tutti di Heman Bekele
Heman Bekele adolescente di 15 anni, nato e cresciuto in Etiopia. Fin da bambino notò gli effetti del sole sulla pelle delle persone che lo circondavano, soprattutto sui lavoratori che non usavano alcun tipo di protezione solare. Heman e la su famiglia emigrarono negli Stati Uniti. Fu qui che iniziò ad imparare il potere delle reazioni chimiche, ma soprattutto quali erano i danni che potevano provocare alla pelle. Durante i suoi studi venne a conoscenza un farmaco già conosciuto per il trattamento di alcune forme di cancro epidermico, l’imiquimod. Qui è entrata in gioco la voglia di sapere, voler conoscere in un ragazzo giovane: Heman si chiese se ci fosse un modo per usare l'imiquimod per trattare gli stadi precoci del cancro e rendere al contempo il medicinale più accessibile a persone di diverse classi socio-economiche. La soluzione offerta dal ragazzo di 15 anni, gli è valso il riconoscimento di “Kind of the year 2024” dalla rivista Time. (Video @time)
Heman Bekele adolescente di 15 anni, nato e cresciuto in Etiopia. Fin da bambino notò gli effetti del sole sulla pelle delle persone che lo circondavano, soprattutto sui lavoratori che non usavano alcun tipo di protezione solare. Heman e la su famiglia emigrarono negli Stati Uniti. Fu qui che iniziò ad imparare il potere delle reazioni chimiche, ma soprattutto quali erano i danni che potevano provocare alla pelle. Durante i suoi studi venne a conoscenza un farmaco già conosciuto per il trattamento di alcune forme di cancro epidermico, l’imiquimod. Qui è entrata in gioco la voglia di sapere, voler conoscere in un ragazzo giovane: Heman si chiese se ci fosse un modo per usare l'imiquimod per trattare gli stadi precoci del cancro e rendere al contempo il medicinale più accessibile a persone di diverse classi socio-economiche. La soluzione offerta dal ragazzo di 15 anni, gli è valso il riconoscimento di “Kind of the year 2024” dalla rivista Time. (Video @time)
I giovani
“Dare un futuro al ricordo” - La missione dei giovani con i social
Nell’ultimo scorcio dell’epoca i nativi digitali, figli della Generazione Z sono gli ultimi ad aver ascoltato le testimonianze dirette di chi ha vissuto gli eventi drammatici della seconda guerra mondiale. Ai nativi digitali spetterà la sfida più difficile, con l’avvento dei social network: custodire e tramandare in futuro i ricordi di tali testimonianze.
Nell’ultimo scorcio dell’epoca i nativi digitali, figli della Generazione Z sono gli ultimi ad aver ascoltato le testimonianze dirette di chi ha vissuto gli eventi drammatici della seconda guerra mondiale. Ai nativi digitali spetterà la sfida più difficile, con l’avvento dei social network: custodire e tramandare in futuro i ricordi di tali testimonianze.
I giovani
Mi riscatto, Mare pulito con i giovani del Centro Giustizia Minorile
Il progetto è ricco di significato e porta con sè la testimonianza del riscatto possibile attraverso la cooperazione finalizzata al beneficio collettivo. Siamo nel cuore del Golfo di Napoli. Qui i ragazzi dell’Area Penale di Napoli si sono immersi per ripulire i fondali marini. A supporto delle operazioni anche la MareNostrum Dike, un tempo imbarcazione Oceanis 473 con la quale gli scafisti trafficavano bambini, anziani e donne sulla tratta dalla Turchia. Oggi c’è MareNostrum Dike, luogo di conoscenza e legalità. Il doppio progetto Bust Busters, ha visto i giovani diventare sub dopo aver partecipato ad apposito corso, fornendo loro una possibilità per il futuro. A promuovere il percorso l'Archeoclub d'Italia grazie anche alla rete di partner costituita da Marina Militare, Corpo Militare dell’Ordine di Malta, Arpa Campania, Centro di Giustizia Minorile della Campania e Protezione Civile.
Il progetto è ricco di significato e porta con sè la testimonianza del riscatto possibile attraverso la cooperazione finalizzata al beneficio collettivo. Siamo nel cuore del Golfo di Napoli. Qui i ragazzi dell’Area Penale di Napoli si sono immersi per ripulire i fondali marini. A supporto delle operazioni anche la MareNostrum Dike, un tempo imbarcazione Oceanis 473 con la quale gli scafisti trafficavano bambini, anziani e donne sulla tratta dalla Turchia. Oggi c’è MareNostrum Dike, luogo di conoscenza e legalità. Il doppio progetto Bust Busters, ha visto i giovani diventare sub dopo aver partecipato ad apposito corso, fornendo loro una possibilità per il futuro. A promuovere il percorso l'Archeoclub d'Italia grazie anche alla rete di partner costituita da Marina Militare, Corpo Militare dell’Ordine di Malta, Arpa Campania, Centro di Giustizia Minorile della Campania e Protezione Civile.
I giovani
Viva Femme Fashion Show, Giovani contro la violenza sulle donne
l progetto è nato nell'ambito del contest scolastico di Ravenna Città ad Impatto Positivo. E l'idea si trasforma in realtà. Dal Teatro Dante Alighieri si sviluppa il Viva Femme Fashion Sohw, evento di moda e beneficenza nato dal sogno di quattro ragazze. L'intento di 𝘔𝘪𝘤𝘩𝘦𝘭𝘢, 𝘋è𝘴𝘪𝘳è𝘦, 𝘊𝘩𝘪𝘢𝘳𝘢 𝘦 𝘈𝘭𝘦𝘹𝘢𝘯𝘥𝘳𝘢 era quello di farsi portavoce di un messaggio chiaro, diretto e semplice: No alla violenza sulle donne. Nel loro messaggio hanno voluto coinvolgere prima di tutto ragazzi e ragazze della loro età, come primi possibili artefici di un vero cambiamento VIVA FEMME è nato dalla collaborazione tra Pmg Italia Società Benefit, Pubblica Assistenza di Ravenna, Comune di Ravenna e l’Istituto Professionale Statale Olivetti Callegari. Beneficenze nel corso della serata, con donazione a favore del Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell’Emilia Romagna
l progetto è nato nell'ambito del contest scolastico di Ravenna Città ad Impatto Positivo. E l'idea si trasforma in realtà. Dal Teatro Dante Alighieri si sviluppa il Viva Femme Fashion Sohw, evento di moda e beneficenza nato dal sogno di quattro ragazze. L'intento di 𝘔𝘪𝘤𝘩𝘦𝘭𝘢, 𝘋è𝘴𝘪𝘳è𝘦, 𝘊𝘩𝘪𝘢𝘳𝘢 𝘦 𝘈𝘭𝘦𝘹𝘢𝘯𝘥𝘳𝘢 era quello di farsi portavoce di un messaggio chiaro, diretto e semplice: No alla violenza sulle donne. Nel loro messaggio hanno voluto coinvolgere prima di tutto ragazzi e ragazze della loro età, come primi possibili artefici di un vero cambiamento VIVA FEMME è nato dalla collaborazione tra Pmg Italia Società Benefit, Pubblica Assistenza di Ravenna, Comune di Ravenna e l’Istituto Professionale Statale Olivetti Callegari. Beneficenze nel corso della serata, con donazione a favore del Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell’Emilia Romagna
I giovani
I giovani di Ascoli: impegnati per il futuro
" Tu puoi arrivare ovunque, se ti alleni, se studi tanto, se sei disposto a rinunciare, se sei disposto anche a sacrificarti". Questo il messaggio di Marco Fioravanti, Sindaco di Ascoli Piceno, che crede profondamente nei ragazzi e nella loro voglia di curare il futuro e impegnarsi per l'altro. Da questo nasce l'idea di una rivista online nella quale condividere tutte le buone opere che compiono i ragazzi di Ascoli Piceno.
" Tu puoi arrivare ovunque, se ti alleni, se studi tanto, se sei disposto a rinunciare, se sei disposto anche a sacrificarti". Questo il messaggio di Marco Fioravanti, Sindaco di Ascoli Piceno, che crede profondamente nei ragazzi e nella loro voglia di curare il futuro e impegnarsi per l'altro. Da questo nasce l'idea di una rivista online nella quale condividere tutte le buone opere che compiono i ragazzi di Ascoli Piceno.
I giovani
I #giovani, le nuove #idee, la #sostenibilità come elemento d'impresa. #Riciclare, ridurre gli #scarti, nasce da qui l'idea di #AgneseMigliorati, fondatrice di #Sable. Pezzi unici e rari; una seconda vita per gli scarti d'alta moda.
I giovani
Anche la Aleo Film tra gli ambasciatori Plaple. Aleo Film è una casa di produzione cinematografica nata per contribuire allo sviluppo del cinema italiano puntando anche sulle idee di giovani registi e sceneggiatori. Cresce la nostra community. E tu perchè sei Plaple?
I giovaniStorie ad impatto
Il peso di una maglia, Plaple Tv corre la vita
Oltre 44mila persone in strada per una carovana di solidarietà a Firenze. Una domenica di emozioni forti per la 24esima edizione di Corri la vita, la manifestazione nata nel 2023 con l’obiettivo di aiutare le donne colpite da tumore al seno, sostenendo progetti che riguardano la prevenzione, la diagnosi precoce e la cura di questa malattia. Anche quest’anno superato il milione di euro grazie alle donazioni raccolte nei mesi precedenti, alle iscrizioni e alle numerose iniziative organizzate intorno alla manifestazione. Molto più che una corsa, molto più che una maglia è quella indossata dai migliaia di partecipanti che hanno animato le strade fiorentine. Ognuno porta con sé una storia, la volontà di essere d’aiuto anche attraverso la semplice partecipazione.
Oltre 44mila persone in strada per una carovana di solidarietà a Firenze. Una domenica di emozioni forti per la 24esima edizione di Corri la vita, la manifestazione nata nel 2023 con l’obiettivo di aiutare le donne colpite da tumore al seno, sostenendo progetti che riguardano la prevenzione, la diagnosi precoce e la cura di questa malattia. Anche quest’anno superato il milione di euro grazie alle donazioni raccolte nei mesi precedenti, alle iscrizioni e alle numerose iniziative organizzate intorno alla manifestazione. Molto più che una corsa, molto più che una maglia è quella indossata dai migliaia di partecipanti che hanno animato le strade fiorentine. Ognuno porta con sé una storia, la volontà di essere d’aiuto anche attraverso la semplice partecipazione.
Storie ad impatto
Treedom con gli occhi di Martina
C'è un filo verde che parte da Firenze e attraversa il mondo. Treedom — prima piattaforma al mondo a permettere di piantare un albero a distanza e seguirne la storia online — porta avanti ogni giorno una missione che intreccia ambiente, comunità e futuro. E al centro di tutto c'è una squadra che ci crede davvero. Per la giornata di oggi, 5 giugno 2026, la Giornata Mondiale dell'Ambiente, abbiamo intervistato Martina Fondi, la General Manager di Treedom: il percorso professionale, le scelte che l'hanno portata a guidare una delle realtà più innovative nel panorama della sostenibilità, e la passione quotidiana per un lavoro che lascia il segno sul pianeta. Fondata nel 2010 e prima B Corp certificata in Italia, Treedom ha piantato milioni di alberi in Africa, Asia e America Latina, collaborando con agricoltori locali in oltre sedici paesi. Ogni albero è geolocalizzato, fotografato, raccontato. Non è un numero in un bilancio: è una storia che cresce. Il 5 giugno, per chi lavora qui, è una data che scandisce e rinnova l'impegno quotidiano. Per quest'anno l'azienda ha lanciato un'iniziativa speciale improntata sul concetto di fare squadra!
C'è un filo verde che parte da Firenze e attraversa il mondo. Treedom — prima piattaforma al mondo a permettere di piantare un albero a distanza e seguirne la storia online — porta avanti ogni giorno una missione che intreccia ambiente, comunità e futuro. E al centro di tutto c'è una squadra che ci crede davvero. Per la giornata di oggi, 5 giugno 2026, la Giornata Mondiale dell'Ambiente, abbiamo intervistato Martina Fondi, la General Manager di Treedom: il percorso professionale, le scelte che l'hanno portata a guidare una delle realtà più innovative nel panorama della sostenibilità, e la passione quotidiana per un lavoro che lascia il segno sul pianeta. Fondata nel 2010 e prima B Corp certificata in Italia, Treedom ha piantato milioni di alberi in Africa, Asia e America Latina, collaborando con agricoltori locali in oltre sedici paesi. Ogni albero è geolocalizzato, fotografato, raccontato. Non è un numero in un bilancio: è una storia che cresce. Il 5 giugno, per chi lavora qui, è una data che scandisce e rinnova l'impegno quotidiano. Per quest'anno l'azienda ha lanciato un'iniziativa speciale improntata sul concetto di fare squadra!
Storie ad impatto
Creare per Donare - Il Consorzio Zenit unisce generazioni e comunità
Un mercatino speciale, fatto di mani che ricordano e di storie che continuano a vivere. Nelle sale delle Rsa del Consorzio Zenit, gli anziani e le anziane hanno trasformato ricette, oggetti artigianali e piccoli disegni in doni carichi di memoria, creatività e affetto. Tra musica, sorrisi, incontri e testimonianze dirette dei protagonisti prende forma un Natale che unisce generazioni e sostiene chi ha più bisogno: ogni acquisto, infatti, contribuisce a progetti dedicati ai giovani in difficoltà e alle attività di comunità nelle strutture. Un gesto semplice che diventa cura, inclusione e legame.
Un mercatino speciale, fatto di mani che ricordano e di storie che continuano a vivere. Nelle sale delle Rsa del Consorzio Zenit, gli anziani e le anziane hanno trasformato ricette, oggetti artigianali e piccoli disegni in doni carichi di memoria, creatività e affetto. Tra musica, sorrisi, incontri e testimonianze dirette dei protagonisti prende forma un Natale che unisce generazioni e sostiene chi ha più bisogno: ogni acquisto, infatti, contribuisce a progetti dedicati ai giovani in difficoltà e alle attività di comunità nelle strutture. Un gesto semplice che diventa cura, inclusione e legame.
Storie ad impatto
La forza della rinascita, La storia di Davide Meneghini
La storia di Davide è una storia di tenacia, tempra, forza. Un ragazzo nato con la sindrome del nanismo, che non si è fatto vincere dalle voci di corridoio, dalla società non facile, soprattutto quella degli anni '90. Non si è fatto fermare dalle situazioni esterne, ma ha creduto profondamente in una "vita normale", come dice lui. Una vita fatta di scuola, università, lavoro, successi, insuccessi, vittorie, perdite. Una vita piena, che lo rende oggi desideroso di raccontare a tutto il mondo che esiste un modo per rinascere, anche quando tutto sembra portarti verso la strada opposta.
La storia di Davide è una storia di tenacia, tempra, forza. Un ragazzo nato con la sindrome del nanismo, che non si è fatto vincere dalle voci di corridoio, dalla società non facile, soprattutto quella degli anni '90. Non si è fatto fermare dalle situazioni esterne, ma ha creduto profondamente in una "vita normale", come dice lui. Una vita fatta di scuola, università, lavoro, successi, insuccessi, vittorie, perdite. Una vita piena, che lo rende oggi desideroso di raccontare a tutto il mondo che esiste un modo per rinascere, anche quando tutto sembra portarti verso la strada opposta.
Storie ad impatto
Vivere la musica con gioia, la "lezione" del Maestro Allevi
Un tour per celebrare il ritorno alla musica, una lezione importante da impartire ai giovani rispetto alla passione, alla dedizione per il sogno. Nasce un pò così "Concerto MM22 per Violoncello e Orchestra", una promessa a sé stesso, un’opera partorita durante la degenza ospedaliera, costruita proprio a partire dalla parola “mieloma”, intoppo lungo il percorso, scoglio importante da superare nella vita di uomo ed artista. Si reagisce così, attraverso un racconto che è fragilità e forza insieme, personale, carico delle emozioni che hanno accompagnato i mesi della sofferenza, del desiderio di tornare sul palco.
Un tour per celebrare il ritorno alla musica, una lezione importante da impartire ai giovani rispetto alla passione, alla dedizione per il sogno. Nasce un pò così "Concerto MM22 per Violoncello e Orchestra", una promessa a sé stesso, un’opera partorita durante la degenza ospedaliera, costruita proprio a partire dalla parola “mieloma”, intoppo lungo il percorso, scoglio importante da superare nella vita di uomo ed artista. Si reagisce così, attraverso un racconto che è fragilità e forza insieme, personale, carico delle emozioni che hanno accompagnato i mesi della sofferenza, del desiderio di tornare sul palco.
Storie ad impatto
"Coltivare felicità", l'esperienza Dynamo Camp
Serenità, sorriso, gioia di vivere: la felicità di ogni bambino passa da questo. Sono i principi dell'attività di Dynamo Camp, impegnato ad offrire gratuitamente programmi di Terapia Ricreativa a minori affetti da patologie gravi o croniche, disturbi del neurosviluppo o condizioni di disabilità, alle loro famiglie e a fratelli e sorelle, permettendo loro di ritrovare fiducia in se stessi e migliorando la loro qualità di vita. Attività che incontra l'arte nel percorso promosso con la Dynamo Art Factory dove hanno trovato spazio i lavori dei tanti ragazzi passati per l'oasi nel cuore della Toscana. "Per tutti, il Camp è e sarà sempre un ambiente stimolante e protetto, in cui socializzare, sperimentare, divertirsi e affrontare la vita senza barriere". #Art #architetture #oca #oasidynamo #nature #dynamocamp #dynamoart #plaple #plapletv
Serenità, sorriso, gioia di vivere: la felicità di ogni bambino passa da questo. Sono i principi dell'attività di Dynamo Camp, impegnato ad offrire gratuitamente programmi di Terapia Ricreativa a minori affetti da patologie gravi o croniche, disturbi del neurosviluppo o condizioni di disabilità, alle loro famiglie e a fratelli e sorelle, permettendo loro di ritrovare fiducia in se stessi e migliorando la loro qualità di vita. Attività che incontra l'arte nel percorso promosso con la Dynamo Art Factory dove hanno trovato spazio i lavori dei tanti ragazzi passati per l'oasi nel cuore della Toscana. "Per tutti, il Camp è e sarà sempre un ambiente stimolante e protetto, in cui socializzare, sperimentare, divertirsi e affrontare la vita senza barriere". #Art #architetture #oca #oasidynamo #nature #dynamocamp #dynamoart #plaple #plapletv
Storie ad impatto
Dare valore alla diversità - La missione di “Noi da Grandi”
L'associazione "Noi da ...Grandi" nasce nel 2008 su iniziativa di genitori di ragazzi portatori di handicap. Le istituzioni fanno fatica a vedere il mondo della disabilità con i nostri occhi e di conseguenza difficilmente troviamo risposta alle nostre esigenze. Un’unione di forze e idee per un progetto importante e ambizioso, che si pone come obiettivo quello di rendere i giovani con disabilità autonome sia a livello personale che a livello lavorativo. Un modo per dare un valore importante alla disabilità di chiunque.
L'associazione "Noi da ...Grandi" nasce nel 2008 su iniziativa di genitori di ragazzi portatori di handicap. Le istituzioni fanno fatica a vedere il mondo della disabilità con i nostri occhi e di conseguenza difficilmente troviamo risposta alle nostre esigenze. Un’unione di forze e idee per un progetto importante e ambizioso, che si pone come obiettivo quello di rendere i giovani con disabilità autonome sia a livello personale che a livello lavorativo. Un modo per dare un valore importante alla disabilità di chiunque.
Storie ad impatto
Quando il grano maturò, Storie di gente r-esistente
Esistere per resistere e ricordare, questo l'obiettivo dello spettacolo "Quando il grano maturò". Creato dalla realtà Cuntaterra, un teatro d’Arte Popolare che racconta storie che nascono dalla terra abruzzese per incontrare il mondo, interpretato dall'attore Marcello Sacerdote, promosso, in questa occasione, dall'Associazione Nazionale Forense, questo spettacolo è un carico di emozioni e di grande impatto. Negli anni della guerra, si raccontano le storie della "brava gente" che ha contribuito alla liberazione dell'Italia durante la guerra. Tante canzoni sono state scritte, tanti spettacoli inscenati e tanti film sono stati girati, perchè? Perchè ricordare, perchè rivedere, perchè "rivivere" aiuta l'uomo a migliorare sé stesso, a cercare di creare un mondo e un futuro migliore. Questo progetto viaggia in lungo e in largo per l'Italia, soprattutto nelle scuole, perchè i giovani di oggi, adulti e decisori del domani, possano sempre ricordare e scegliere la strada migliore. Una spinta e una grinta che celebra anche la memoria dell'Avvocato Rolando Roffi, che ha sempre ricordato il giorno della liberazione attraverso il sapore del cioccolato, per la prima volta assaggiato.
Esistere per resistere e ricordare, questo l'obiettivo dello spettacolo "Quando il grano maturò". Creato dalla realtà Cuntaterra, un teatro d’Arte Popolare che racconta storie che nascono dalla terra abruzzese per incontrare il mondo, interpretato dall'attore Marcello Sacerdote, promosso, in questa occasione, dall'Associazione Nazionale Forense, questo spettacolo è un carico di emozioni e di grande impatto. Negli anni della guerra, si raccontano le storie della "brava gente" che ha contribuito alla liberazione dell'Italia durante la guerra. Tante canzoni sono state scritte, tanti spettacoli inscenati e tanti film sono stati girati, perchè? Perchè ricordare, perchè rivedere, perchè "rivivere" aiuta l'uomo a migliorare sé stesso, a cercare di creare un mondo e un futuro migliore. Questo progetto viaggia in lungo e in largo per l'Italia, soprattutto nelle scuole, perchè i giovani di oggi, adulti e decisori del domani, possano sempre ricordare e scegliere la strada migliore. Una spinta e una grinta che celebra anche la memoria dell'Avvocato Rolando Roffi, che ha sempre ricordato il giorno della liberazione attraverso il sapore del cioccolato, per la prima volta assaggiato.
Storie ad impatto
Qui si fa teatro, Shakespeare in RSA
Il progetto è ambizioso, ma la sua crescita degli ultimi anni ne testimonia l’insieme di valori positivi che lo contraddistinguono. Parliamo del laboratorio teatrale “RSSA – Residenze Socio Shakespeariane Assistite”, realizzato dall’Associazione Verso Oklahoma, fondata da Alessio Martinoli Ponzoni e Matteo Pecorini. Un percorso finalizzato ad aprire il teatro verso nuovi spazi che ha trovato, proprio nel dialogo con “l’ospitante” un possibile valore aggiunto. Ne è un esempio proprio l’incontro tra Matteo Percorini e “Lilla” Mangano, protagonisti del nostro incontro presso il centro diurno “Il Gignoro”. Il teatro raggiunge lo scopo. Emozionare, trasmettere emozioni forti, far riflettere, dare un senso alla vita.
Il progetto è ambizioso, ma la sua crescita degli ultimi anni ne testimonia l’insieme di valori positivi che lo contraddistinguono. Parliamo del laboratorio teatrale “RSSA – Residenze Socio Shakespeariane Assistite”, realizzato dall’Associazione Verso Oklahoma, fondata da Alessio Martinoli Ponzoni e Matteo Pecorini. Un percorso finalizzato ad aprire il teatro verso nuovi spazi che ha trovato, proprio nel dialogo con “l’ospitante” un possibile valore aggiunto. Ne è un esempio proprio l’incontro tra Matteo Percorini e “Lilla” Mangano, protagonisti del nostro incontro presso il centro diurno “Il Gignoro”. Il teatro raggiunge lo scopo. Emozionare, trasmettere emozioni forti, far riflettere, dare un senso alla vita.
Storie ad impatto
"Ci vuole coraggio", esperienze di vita indipendente
Convivere con la fragilità, lottare per conquistare il sogno della vita indipendente. La sfida non è semplice, "ci vuole coraggio" è l'espressione che riassume il pensiero di Alessandro Rizzello. Per PlapleTv il racconto dell'esperienza dell'ora Presidente dell'Associazione Rete Uniti Non Ultimi ETS. L'Associazione è impegnata nella. promozione dei diritti esistenziali, sociali, politici ed economici delle persone fragili, con particolare attenzione al mondo della disabilità.
Convivere con la fragilità, lottare per conquistare il sogno della vita indipendente. La sfida non è semplice, "ci vuole coraggio" è l'espressione che riassume il pensiero di Alessandro Rizzello. Per PlapleTv il racconto dell'esperienza dell'ora Presidente dell'Associazione Rete Uniti Non Ultimi ETS. L'Associazione è impegnata nella. promozione dei diritti esistenziali, sociali, politici ed economici delle persone fragili, con particolare attenzione al mondo della disabilità.
Storie ad impatto
"Il giorno che mi ha cambiato la vita" - La storia di Andrea Lanfri
"Sono passati esattamente 10 anni dall'ultima volta che ho camminato con le mie gambe". Parole dette con un sorriso sulle labbra, consapevoli di tutto ciò che sono riuscite a conquistare, festeggiare, raggiungere. Con solo tre dita, Andrea Lanfri è stato il primo pluriamputato non solo a raggiungere la cima dell'Everest, ma anche a correre il miglio più veloce ad un'altitudine di 5164m. Un ragazzo che non si è fatto abbattere dagli accadimenti, da quell' "esserino (meningite) che lo voleva frenare", ma si è riscoperto ancora più forte. Nel 2015 perde le gambe? Nel 2016 diventa campione paralimpico e il primo atleta uomo italiano della storia a correre con doppia amputazione agli arti inferiori sotto i 12 secondi nei 100 metri piani. Nel 2015 perde sette dita? Nel 2017 diventa alpinista professionista, raggiungendo poi nel 2022 la vetta più alta del mondo: l'Everest. Cosa lo caratterizza? La voglia di VIVERE, perchè alla vita non si può dire mai veramente fine.
"Sono passati esattamente 10 anni dall'ultima volta che ho camminato con le mie gambe". Parole dette con un sorriso sulle labbra, consapevoli di tutto ciò che sono riuscite a conquistare, festeggiare, raggiungere. Con solo tre dita, Andrea Lanfri è stato il primo pluriamputato non solo a raggiungere la cima dell'Everest, ma anche a correre il miglio più veloce ad un'altitudine di 5164m. Un ragazzo che non si è fatto abbattere dagli accadimenti, da quell' "esserino (meningite) che lo voleva frenare", ma si è riscoperto ancora più forte. Nel 2015 perde le gambe? Nel 2016 diventa campione paralimpico e il primo atleta uomo italiano della storia a correre con doppia amputazione agli arti inferiori sotto i 12 secondi nei 100 metri piani. Nel 2015 perde sette dita? Nel 2017 diventa alpinista professionista, raggiungendo poi nel 2022 la vetta più alta del mondo: l'Everest. Cosa lo caratterizza? La voglia di VIVERE, perchè alla vita non si può dire mai veramente fine.
Storie ad impatto
Restituire - "Dal '97 cucino per i bisognosi"
Come ogni anno dal 1997, lo storico locale fiorentino accoglie tutte le persone bisognose che desiderano condividere un momento di calore e convivialità: senzatetto, immigrati, anziani soli, madri in difficoltà, lavoratori che hanno perso il lavoro, messi in ginocchio dalla crisi e dai rincari.
Come ogni anno dal 1997, lo storico locale fiorentino accoglie tutte le persone bisognose che desiderano condividere un momento di calore e convivialità: senzatetto, immigrati, anziani soli, madri in difficoltà, lavoratori che hanno perso il lavoro, messi in ginocchio dalla crisi e dai rincari.
Storie ad impattoTutorial
Il tutorial pratico che ti insegna a non buttare il cibo!
Tutorial
Il tutorial per il futuro! Un futuro pieno di possibilità e speranze, che spetta a noi salvaguardare, grazie a piccoli cambiamenti possibili nella nostra quotidianità. Segui il tutorial per avere qualche consiglio utile!
Tutorial
Quali sono gli obiettivi dell'Agenda 2030? Eccoli riassunti in questo tutorial? E tu ti stai muovendo e agendo per far sì che vengano raggiunti?
Tutorial
NON È SOLO UNA QUESTIONE DI BOLLETTE Quinto episodio del tutorial il risparmio energetico in 6 passi: ENERGIE RINNOVABILI E MANUTENZIONE
Tutorial
NON È SOLO UNA QUESTIONE DI BOLLETTE Quarto episodio del tutorial il risparmio energetico in 6 passi: MOBILITÀ
Tutorial
NON È SOLO UNA QUESTIONE DI BOLLETTE Terzo episodio del tutorial il risparmio energetico in 6 passi: APPARECCHI ELETTRICI
Tutorial
NON È SOLO UNA QUESTIONE DI BOLLETTE Secondo episodio del tutorial il risparmio energetico in 6 passi: IL RISCALDAMENTO
Tutorial
NON È SOLO UNA QUESTIONE DI BOLLETTE Primo episodio del tutorial il risparmio energetico in 6 passi: L'ILLUMINAZIONE
TutorialCittà ad impatto positivo
Valceresio
L’entusiasmo e il forte coinvolgimento della cittadinanza della Valceresio (Arcisate, Bisuschio, Cuasso al Monte, Induno Olona) si sono rivelati una naturale evoluzione dei valori dei cittadini. Ogni idea e ogni azione dei singoli rappresenta un contributo prezioso per tutta la comunità. Arcisate è una città ad Impatto Positivo con la rete di relazioni attive tra la scuola ISIS Valceresio Bisuschio, il Comune e l'Associazione di volontari Auser.
L’entusiasmo e il forte coinvolgimento della cittadinanza della Valceresio (Arcisate, Bisuschio, Cuasso al Monte, Induno Olona) si sono rivelati una naturale evoluzione dei valori dei cittadini. Ogni idea e ogni azione dei singoli rappresenta un contributo prezioso per tutta la comunità. Arcisate è una città ad Impatto Positivo con la rete di relazioni attive tra la scuola ISIS Valceresio Bisuschio, il Comune e l'Associazione di volontari Auser.
Città ad impatto positivo
Fontevivo
Fontevivo evolve e diventa una Città ad Impatto Positivo! Il Comune si impegna per l'inclusione con il nuovo servizio di taxi sociale. Un veicolo dotato di pedana elettrica, dato a disposizione delle associazioni di volontariato per aumentare i trasporti delle persone con ridotta mobilità. Un passo avanti verso una comunità più inclusiva e solidale! Città ad Impatto Positivo è un progetto di @pmgitalia
Fontevivo evolve e diventa una Città ad Impatto Positivo! Il Comune si impegna per l'inclusione con il nuovo servizio di taxi sociale. Un veicolo dotato di pedana elettrica, dato a disposizione delle associazioni di volontariato per aumentare i trasporti delle persone con ridotta mobilità. Un passo avanti verso una comunità più inclusiva e solidale! Città ad Impatto Positivo è un progetto di @pmgitalia
Città ad impatto positivo
Imola
Imola si riconferma come Città ad Impatto Positivo con nuove iniziative per favorire l'inclusione sociale di tutti i cittadini. L'A.S.P. Circondario Imolese ha ottenuto un veicolo dedicato all'accompagnamento di persone a ridotta mobilità. Al Liceo Rambaldi Valeriani Alessandro, giornate di sensibilizzazione e formazione hanno influenzato positivamente i ragazzi che saranno i cittadini del futuro. Città ad Impatto Positivo è un progetto di pmgitalia
Imola si riconferma come Città ad Impatto Positivo con nuove iniziative per favorire l'inclusione sociale di tutti i cittadini. L'A.S.P. Circondario Imolese ha ottenuto un veicolo dedicato all'accompagnamento di persone a ridotta mobilità. Al Liceo Rambaldi Valeriani Alessandro, giornate di sensibilizzazione e formazione hanno influenzato positivamente i ragazzi che saranno i cittadini del futuro. Città ad Impatto Positivo è un progetto di pmgitalia
Città ad impatto positivo
Sassuolo
Complimenti all'ANFFAS ONLUS Sassuolo e all'I.I.S. Elsa Morante per aver coinvolto tutta la città di Sassuolo nel progetto che la rende Città ad Impatto Positivo. I percorsi di sensibilizzazione per gli studenti e l'introduzione di due nuovi veicoli da 9 posti attrezzati per il servizio di Taxi Sociale miglioreranno la vita di tanti cittadini.
Complimenti all'ANFFAS ONLUS Sassuolo e all'I.I.S. Elsa Morante per aver coinvolto tutta la città di Sassuolo nel progetto che la rende Città ad Impatto Positivo. I percorsi di sensibilizzazione per gli studenti e l'introduzione di due nuovi veicoli da 9 posti attrezzati per il servizio di Taxi Sociale miglioreranno la vita di tanti cittadini.
Città ad impatto positivo
Paternò
Paternò è la prima città della Provincia di Catania ad Impatto Positivo: azioni concrete per migliorare la quotidianità di tante famiglie. Il Comune riceverà due veicoli attrezzato per il trasporto di persone a ridotta mobilità e l’Istituto Tecnico Economico Statale “G. Russo” coinvolgerà gli studenti in una sessione di formazione sui temi dello Sviluppo Sostenibile.
Paternò è la prima città della Provincia di Catania ad Impatto Positivo: azioni concrete per migliorare la quotidianità di tante famiglie. Il Comune riceverà due veicoli attrezzato per il trasporto di persone a ridotta mobilità e l’Istituto Tecnico Economico Statale “G. Russo” coinvolgerà gli studenti in una sessione di formazione sui temi dello Sviluppo Sostenibile.
Città ad impatto positivo
L'Aquila
L’Aquila diventa una città ad Impatto Positivo. La comunità ha scelto di aderire al progetto Città ad Impatto Positivo per formare una cittadinanza più attiva e attenta al futuro del territorio. Area Sociale Il progetto mira all’inclusione sociale di tutti le persone, anche di quelle a ridotta mobilità. COOP SOC. VERDEAQUA NUOVI ORIZZONTI può contare su un veicolo attrezzato e dotato di pedana elettrica per i servizi di accompagnamento. Il miglioramento della qualità di vita del singolo ha ripercussioni sulla famiglia e di conseguenza su tutta la comunità. “Le Associazioni del Terzo settore sono fondamentali per supportare la nostra comunità ed è per questo che abbiamo aderito a questo progetto”, Manuela Tursini, Assessore alle politiche sociali “Cerchiamo di coinvolgere più persone possibile, aiutare la nostra comunità ed essere presenti. Grazie a questo mezzo agevoliamo la vita di tante famiglie.”, Annalisa Manella, Legale Rappresentante Soc. Coop. Verdeacqua Nuovi Orizzonti Onlus
L’Aquila diventa una città ad Impatto Positivo. La comunità ha scelto di aderire al progetto Città ad Impatto Positivo per formare una cittadinanza più attiva e attenta al futuro del territorio. Area Sociale Il progetto mira all’inclusione sociale di tutti le persone, anche di quelle a ridotta mobilità. COOP SOC. VERDEAQUA NUOVI ORIZZONTI può contare su un veicolo attrezzato e dotato di pedana elettrica per i servizi di accompagnamento. Il miglioramento della qualità di vita del singolo ha ripercussioni sulla famiglia e di conseguenza su tutta la comunità. “Le Associazioni del Terzo settore sono fondamentali per supportare la nostra comunità ed è per questo che abbiamo aderito a questo progetto”, Manuela Tursini, Assessore alle politiche sociali “Cerchiamo di coinvolgere più persone possibile, aiutare la nostra comunità ed essere presenti. Grazie a questo mezzo agevoliamo la vita di tante famiglie.”, Annalisa Manella, Legale Rappresentante Soc. Coop. Verdeacqua Nuovi Orizzonti Onlus
Città ad impatto positivo
Pescara
Anche Pescara diventa una città ad Impatto Positivo, grazie alla collaborazione con il comune e l’associazione AISM e il L.S.S. G. Galilei di Pescara. Area sociale Il supporto alla mobilità ha un ruolo molto importante per migliorare la quotidianità di tante famiglie di Pescara. Area ambientale Verrà realizzato un bosco urbano attraverso la piantumazione di alberi in un’area già identificata della città di Pescara. Area culturale Gli studenti del L.S.S. G. Galilei di Pescara parteciperanno ad una sessione formativa e di sensibilizzazione sui temi della responsabilità sociale, dell’attenzione verso l’ambiente e le persone più fragili, e dell’agenda 2030. Area Salute e Benessere Grazie al progetto e alla partecipazione degli Ambasciatori, gli studenti del L.S.S. G. Galilei di Pescara potranno disporre di un defibrillatore, fondamentale per assicurare la cardio protezione.
Anche Pescara diventa una città ad Impatto Positivo, grazie alla collaborazione con il comune e l’associazione AISM e il L.S.S. G. Galilei di Pescara. Area sociale Il supporto alla mobilità ha un ruolo molto importante per migliorare la quotidianità di tante famiglie di Pescara. Area ambientale Verrà realizzato un bosco urbano attraverso la piantumazione di alberi in un’area già identificata della città di Pescara. Area culturale Gli studenti del L.S.S. G. Galilei di Pescara parteciperanno ad una sessione formativa e di sensibilizzazione sui temi della responsabilità sociale, dell’attenzione verso l’ambiente e le persone più fragili, e dell’agenda 2030. Area Salute e Benessere Grazie al progetto e alla partecipazione degli Ambasciatori, gli studenti del L.S.S. G. Galilei di Pescara potranno disporre di un defibrillatore, fondamentale per assicurare la cardio protezione.
Città ad impatto positivo
Cesena
Cesena si unisce alle Città ad Impatto Positivo. Con il patrocinio del Comune di Cesena, Auser Cesena riceve un veicolo per il trasporto di persone con disabilità, e per le proprie attività di emergenza, mentre l’Istituto Garibaldi – Da Vinci viene coinvolto in un percorso di formazione degli studenti sui temi della sostenibilità e dell’agenda 2030. Sarà inoltre realizzata un’area verde urbana. Area sociale Auser Cesena può ora contare su un veicolo attrezzato dotato di pedana elettrica fruibile da persone con fragilità e ridotta mobilità. Area ambientale Grazie al progetto Città ad Impatto Positivo sarà piantumata un’area verde urbana. Area culturale L’Istituto Garibaldi – Da Vinci di Cesena sarà coinvolto nel progetto Città ad Impatto Positivo con una sessione formativa e di sensibilizzazione per gli studenti, sui temi dell’agenda 2030, della sostenibilità ambientale e dell’inclusione sociale delle persone con fragilità.
Cesena si unisce alle Città ad Impatto Positivo. Con il patrocinio del Comune di Cesena, Auser Cesena riceve un veicolo per il trasporto di persone con disabilità, e per le proprie attività di emergenza, mentre l’Istituto Garibaldi – Da Vinci viene coinvolto in un percorso di formazione degli studenti sui temi della sostenibilità e dell’agenda 2030. Sarà inoltre realizzata un’area verde urbana. Area sociale Auser Cesena può ora contare su un veicolo attrezzato dotato di pedana elettrica fruibile da persone con fragilità e ridotta mobilità. Area ambientale Grazie al progetto Città ad Impatto Positivo sarà piantumata un’area verde urbana. Area culturale L’Istituto Garibaldi – Da Vinci di Cesena sarà coinvolto nel progetto Città ad Impatto Positivo con una sessione formativa e di sensibilizzazione per gli studenti, sui temi dell’agenda 2030, della sostenibilità ambientale e dell’inclusione sociale delle persone con fragilità.
Città ad impatto positivo
Ortona
Anche Ortona diventa una città ad Impatto Positivo, grazie alla collaborazione con il Comune, ANFFAS ORTONA ETS-APS e l’Istituto I.T.C. “ACCIAIUOLI – EINAUDI” . Area sociale ANFFAS ORTONA ETS-APS può ora contare su un veicolo attrezzato e dotato di pedana elettrica fruibile da persone con fragilità e ridotta mobilità. Area ambientale Ad Ortona nella Riserva Naturale di Punta dell’Acquabella sorgerà un bosco, grazie alla piantumazione di alberi che miglioreranno la qualità dell’aria e il benessere di tutti i cittadini. Area culturale Gli studenti del I.T.C. “ACCIAIUOLI – EINAUDI” di Ortona parteciperanno ad una sessione di sensibilizzazione sui temi dell’Agenda 2030 dell’ONU: uno Sviluppo Sostenibile è possibile se si parte da principi di responsabilità sociale, sostenibilità ambientale e inclusione.
Anche Ortona diventa una città ad Impatto Positivo, grazie alla collaborazione con il Comune, ANFFAS ORTONA ETS-APS e l’Istituto I.T.C. “ACCIAIUOLI – EINAUDI” . Area sociale ANFFAS ORTONA ETS-APS può ora contare su un veicolo attrezzato e dotato di pedana elettrica fruibile da persone con fragilità e ridotta mobilità. Area ambientale Ad Ortona nella Riserva Naturale di Punta dell’Acquabella sorgerà un bosco, grazie alla piantumazione di alberi che miglioreranno la qualità dell’aria e il benessere di tutti i cittadini. Area culturale Gli studenti del I.T.C. “ACCIAIUOLI – EINAUDI” di Ortona parteciperanno ad una sessione di sensibilizzazione sui temi dell’Agenda 2030 dell’ONU: uno Sviluppo Sostenibile è possibile se si parte da principi di responsabilità sociale, sostenibilità ambientale e inclusione.
Città ad impatto positivo
Rimini
Anche Rimini diventa una città ad Impatto Positivo, con la collaborazione di Fondazione En.A.I.P. S. Zavatta. Area culturale I primi cittadini di Rimini Città ad Impatto Positivo saranno gli studenti di En.A.I.P. S. Zavatta. Saranno infatti coinvolti in un percorso di sensibilizzazione sull’inclusione sociale e sullo Sviluppo Sostenibile. rea sociale Grazie al progetto Rimini Città ad Impatto Positivo, il Centro Zavatta ha ricevuto un veicolo appositamente allestito che verrà utilizzato per servizi di accompagnamento di persone con fragilità. Area ambientale Saranno piantumati nuovi alberi in una zona del Parco Marecchia di Rimini, frequentata in particolare da bambini.
Anche Rimini diventa una città ad Impatto Positivo, con la collaborazione di Fondazione En.A.I.P. S. Zavatta. Area culturale I primi cittadini di Rimini Città ad Impatto Positivo saranno gli studenti di En.A.I.P. S. Zavatta. Saranno infatti coinvolti in un percorso di sensibilizzazione sull’inclusione sociale e sullo Sviluppo Sostenibile. rea sociale Grazie al progetto Rimini Città ad Impatto Positivo, il Centro Zavatta ha ricevuto un veicolo appositamente allestito che verrà utilizzato per servizi di accompagnamento di persone con fragilità. Area ambientale Saranno piantumati nuovi alberi in una zona del Parco Marecchia di Rimini, frequentata in particolare da bambini.
Città ad impatto positivo
Borgomanero
Anche Borgomanero diventa una città ad Impatto Positivo grazie alla volontà e alla collaborazione di tutti i cittadini. Area Sociale L’Auser Borgomanero può incrementare i suoi servizi di assistenza grazie a tre veicoli attrezzati e dotati di pedana elettrica fruibile da persone con fragilità e ridotta mobilità. Area Culturale Gli studenti della sede di Borgomanero di ENAIP, Ente Nazionale Acli Istruzione Professionale parteciperanno ad una sessione formativa sui temi dello Sviluppo Sostenibile e dell’Agenda ONU 2030. Intervenire con percorsi di sensibilizzazione indirizzati alle future generazioni è necessario per strutturare una società più partecipativa e solidale. Il coinvolgimento degli studenti sarà anche concreto: parteciperanno ad un contest proponendo progetti da realizzare a Borgomanero: il più meritevole sarà realizzato.
Anche Borgomanero diventa una città ad Impatto Positivo grazie alla volontà e alla collaborazione di tutti i cittadini. Area Sociale L’Auser Borgomanero può incrementare i suoi servizi di assistenza grazie a tre veicoli attrezzati e dotati di pedana elettrica fruibile da persone con fragilità e ridotta mobilità. Area Culturale Gli studenti della sede di Borgomanero di ENAIP, Ente Nazionale Acli Istruzione Professionale parteciperanno ad una sessione formativa sui temi dello Sviluppo Sostenibile e dell’Agenda ONU 2030. Intervenire con percorsi di sensibilizzazione indirizzati alle future generazioni è necessario per strutturare una società più partecipativa e solidale. Il coinvolgimento degli studenti sarà anche concreto: parteciperanno ad un contest proponendo progetti da realizzare a Borgomanero: il più meritevole sarà realizzato.
Città ad impatto positivo
Sesto Fiorentino
Sesto Fiorentino diventa una città ad Impatto Positivo. La collaborazione tra il Comune e l’Associazione Auser permetterà a persone con fragilità di migliorare la propria qualità di vita grazie ad un veicolo attrezzato con pedana elettrica. Area Sociale L’Auser di Sesto Fiorentino ha ricevuto un veicolo attrezzato e dotato di pedana elettrica fruibile da persone a ridotta mobilità. Questo permetterà di prendere parte ad attività quotidiane con maggiore facilità. “Per noi è importante affrontare i problemi delle fasce fragili della popolazione innescando una presa in carico da parte della comunità”, Camilla Sanquerin – Assessore alle politiche sociali “Il supporto dato alle Associazioni come Auser da parte degli imprenditori è un aiuto alla comunità che non può che essere ripagato” Pierluigi Pettini – Presidente Auser.
Sesto Fiorentino diventa una città ad Impatto Positivo. La collaborazione tra il Comune e l’Associazione Auser permetterà a persone con fragilità di migliorare la propria qualità di vita grazie ad un veicolo attrezzato con pedana elettrica. Area Sociale L’Auser di Sesto Fiorentino ha ricevuto un veicolo attrezzato e dotato di pedana elettrica fruibile da persone a ridotta mobilità. Questo permetterà di prendere parte ad attività quotidiane con maggiore facilità. “Per noi è importante affrontare i problemi delle fasce fragili della popolazione innescando una presa in carico da parte della comunità”, Camilla Sanquerin – Assessore alle politiche sociali “Il supporto dato alle Associazioni come Auser da parte degli imprenditori è un aiuto alla comunità che non può che essere ripagato” Pierluigi Pettini – Presidente Auser.
Città ad impatto positivoDillo a Plaple
Un emporio per dare una mano alle famiglie
Alimenti, vestiti, prodotti per la casa e passeggini: a Quartu Sant’Elena, in Sardegna, la solidarietà prende forma sugli scaffali di un nuovo emporio. Lo spazio distribuisce gratuitamente beni alle persone in difficoltà, offrendo un sostegno concreto alle necessità quotidiane. L’Emporio Solidale si trova in locali messi a disposizione dalla Comunità Missionaria di Villaregia, per una superficie complessiva di 750 metri quadrati. La dotazione comprende generi alimentari, detersivi, abbigliamento, giocattoli e articoli orto-sanitari. Tra i beni disponibili ci sono anche abiti da sposa, un dettaglio che racconta la varietà dei bisogni ai quali l’iniziativa cerca di rispondere. Il progetto nasce dalla collaborazione tra istituzioni e volontariato. Domu Mia è l’associazione capofila di una rete che comprende Conferenze Vincenziane di Quartu, Caritas, Anteas, Anmic, Lato B e Consorzio Alimentis. Il Comune ha contribuito attraverso un protocollo d’intesa con le associazioni del Terzo settore. L’emporio si aggiunge ai servizi territoriali per contrastare la povertà, con l’intenzione di diventare anche un punto di accoglienza e ascolto. Dietro ogni oggetto distribuito c’è una necessità concreta: preparare un pasto, vestire un bambino, affrontare una spesa che pesa sul bilancio familiare. La collaborazione tra le realtà locali permette di raccogliere queste esigenze in un unico spazio, dove l’aiuto materiale si accompagna alla costruzione di relazioni e al sostegno della comunità.
Alimenti, vestiti, prodotti per la casa e passeggini: a Quartu Sant’Elena, in Sardegna, la solidarietà prende forma sugli scaffali di un nuovo emporio. Lo spazio distribuisce gratuitamente beni alle persone in difficoltà, offrendo un sostegno concreto alle necessità quotidiane. L’Emporio Solidale si trova in locali messi a disposizione dalla Comunità Missionaria di Villaregia, per una superficie complessiva di 750 metri quadrati. La dotazione comprende generi alimentari, detersivi, abbigliamento, giocattoli e articoli orto-sanitari. Tra i beni disponibili ci sono anche abiti da sposa, un dettaglio che racconta la varietà dei bisogni ai quali l’iniziativa cerca di rispondere. Il progetto nasce dalla collaborazione tra istituzioni e volontariato. Domu Mia è l’associazione capofila di una rete che comprende Conferenze Vincenziane di Quartu, Caritas, Anteas, Anmic, Lato B e Consorzio Alimentis. Il Comune ha contribuito attraverso un protocollo d’intesa con le associazioni del Terzo settore. L’emporio si aggiunge ai servizi territoriali per contrastare la povertà, con l’intenzione di diventare anche un punto di accoglienza e ascolto. Dietro ogni oggetto distribuito c’è una necessità concreta: preparare un pasto, vestire un bambino, affrontare una spesa che pesa sul bilancio familiare. La collaborazione tra le realtà locali permette di raccogliere queste esigenze in un unico spazio, dove l’aiuto materiale si accompagna alla costruzione di relazioni e al sostegno della comunità.
Dillo a Plaple
A Copenaghen prendersi cura dell’ambiente premia
Raccogliere i rifiuti dal porto, spostarsi in bicicletta o raggiungere la città in treno: a Copenaghen le scelte più attente all’ambiente possono trasformarsi in esperienze. È il principio di CopenPay, il programma promosso dall’ente turistico Wonderful Copenhagen per coinvolgere i visitatori nella cura della capitale danese. L’iniziativa collega comportamenti responsabili a ricompense offerte dagli operatori aderenti. A seconda dell’attività scelta, si possono ottenere un caffè, una visita guidata, un ingresso gratuito o scontato oppure agevolazioni sul noleggio di biciclette. Il turista viene così invitato a partecipare alla vita della città attraverso gesti utili agli spazi che attraversa. Nato nel 2024, dopo due edizioni estive CopenPay è diventato attivo tutto l’anno dal 22 giugno 2026. Al lancio della nuova versione partecipavano oltre 90 operatori. Tra le proposte figurano anche laboratori per trasformare vecchi vestiti e attività dedicate alla conoscenza dell’energia eolica. Azioni e premi variano nel corso delle stagioni. Per partecipare si consulta il servizio digitale, si sceglie un’attività e, una volta completata, si mostra la schermata al partner coinvolto per ricevere la ricompensa. L’obiettivo è incoraggiare abitudini più consapevoli: limitare gli spostamenti più impattanti, contribuire alla pulizia degli spazi pubblici e conoscere meglio il territorio. La visita diventa così un’occasione per prendersi cura dell’ambiente, con comportamenti che possono proseguire anche dopo il viaggio.
Raccogliere i rifiuti dal porto, spostarsi in bicicletta o raggiungere la città in treno: a Copenaghen le scelte più attente all’ambiente possono trasformarsi in esperienze. È il principio di CopenPay, il programma promosso dall’ente turistico Wonderful Copenhagen per coinvolgere i visitatori nella cura della capitale danese. L’iniziativa collega comportamenti responsabili a ricompense offerte dagli operatori aderenti. A seconda dell’attività scelta, si possono ottenere un caffè, una visita guidata, un ingresso gratuito o scontato oppure agevolazioni sul noleggio di biciclette. Il turista viene così invitato a partecipare alla vita della città attraverso gesti utili agli spazi che attraversa. Nato nel 2024, dopo due edizioni estive CopenPay è diventato attivo tutto l’anno dal 22 giugno 2026. Al lancio della nuova versione partecipavano oltre 90 operatori. Tra le proposte figurano anche laboratori per trasformare vecchi vestiti e attività dedicate alla conoscenza dell’energia eolica. Azioni e premi variano nel corso delle stagioni. Per partecipare si consulta il servizio digitale, si sceglie un’attività e, una volta completata, si mostra la schermata al partner coinvolto per ricevere la ricompensa. L’obiettivo è incoraggiare abitudini più consapevoli: limitare gli spostamenti più impattanti, contribuire alla pulizia degli spazi pubblici e conoscere meglio il territorio. La visita diventa così un’occasione per prendersi cura dell’ambiente, con comportamenti che possono proseguire anche dopo il viaggio.
Dillo a Plaple
All’Aquila l’inclusione costruisce nuove opportunità
Riconoscere le capacità di una persona e creare le condizioni perché possa svilupparle: è l’obiettivo dell’Officina per l’Inclusione – L’Aquila Social HUB. Promosso da Autismo Abruzzo APS, con il sostegno di Enel Cuore e il contributo del Rotary Club L’Aquila, il progetto dedica nuovi spazi all’orientamento, all’autonomia e all’inclusione lavorativa. Il percorso punta a mettere in relazione le aspirazioni dei partecipanti con occasioni di formazione e collaborazione con il territorio. Sono previsti servizi informativi, laboratori e accompagnamento al lavoro, con il coinvolgimento di istituzioni e imprese. Tra le attività da avviare progressivamente figurano comunicazione, creatività artistica, fotografia e produzione video, da adattare alle inclinazioni dei partecipanti. Laboratori e percorsi personalizzati di orientamento possono diventare strumenti per conoscere le proprie competenze e individuare possibilità professionali. L’apertura dell’Officina rappresenta l’avvio di un progetto che dovrà ora svilupparsi attraverso le attività. Il suo valore sta nella costruzione di un ponte tra persone, formazione e imprese: un impegno condiviso per rendere l’autonomia e la partecipazione al lavoro opportunità più accessibili.
Riconoscere le capacità di una persona e creare le condizioni perché possa svilupparle: è l’obiettivo dell’Officina per l’Inclusione – L’Aquila Social HUB. Promosso da Autismo Abruzzo APS, con il sostegno di Enel Cuore e il contributo del Rotary Club L’Aquila, il progetto dedica nuovi spazi all’orientamento, all’autonomia e all’inclusione lavorativa. Il percorso punta a mettere in relazione le aspirazioni dei partecipanti con occasioni di formazione e collaborazione con il territorio. Sono previsti servizi informativi, laboratori e accompagnamento al lavoro, con il coinvolgimento di istituzioni e imprese. Tra le attività da avviare progressivamente figurano comunicazione, creatività artistica, fotografia e produzione video, da adattare alle inclinazioni dei partecipanti. Laboratori e percorsi personalizzati di orientamento possono diventare strumenti per conoscere le proprie competenze e individuare possibilità professionali. L’apertura dell’Officina rappresenta l’avvio di un progetto che dovrà ora svilupparsi attraverso le attività. Il suo valore sta nella costruzione di un ponte tra persone, formazione e imprese: un impegno condiviso per rendere l’autonomia e la partecipazione al lavoro opportunità più accessibili.
Dillo a Plaple
Una giovane idea per proteggere l’acqua
Le microplastiche sono particelle di plastica molto piccole, difficili da individuare e da rimuovere dall’acqua. Sheyna Patel ha deciso di dedicare a questo problema il proprio progetto scientifico. A 14 anni, la studentessa della Florida ha sviluppato un idrogel non tossico progettato per catturare e degradare microplastiche PET, il materiale usato anche nella produzione di molte bottiglie. Sheyna ha presentato il lavoro al 3M Young Scientist Challenge del 2025 ed è stata selezionata tra i finalisti. Secondo la scheda pubblicata dagli organizzatori, il suo idrogel ha ottenuto un’efficienza superiore al 93% nelle prove effettuate. Il dato riguarda quindi i risultati del progetto sperimentale sulle microplastiche considerate, non la rimozione di qualsiasi tipo di plastica da ogni fonte d’acqua. L’idea affronta una difficoltà concreta: intercettare particelle che possono finire negli ambienti acquatici e risultano complesse da trattare. La ricerca di Sheyna prova a combinare in un unico materiale la loro cattura e degradazione. Per capire come il gel potrebbe funzionare fuori dalle prove del concorso saranno necessari ulteriori sviluppi e verifiche. Il progetto mostra intanto il contributo che i giovani possono dare alla ricerca ambientale. Sheyna è partita da un problema globale e ha costruito una possibile risposta da sottoporre a test. La sua invenzione non è ancora una soluzione pronta all’uso, ma apre una strada da esplorare per la tutela dell’acqua e degli ecosistemi.
Le microplastiche sono particelle di plastica molto piccole, difficili da individuare e da rimuovere dall’acqua. Sheyna Patel ha deciso di dedicare a questo problema il proprio progetto scientifico. A 14 anni, la studentessa della Florida ha sviluppato un idrogel non tossico progettato per catturare e degradare microplastiche PET, il materiale usato anche nella produzione di molte bottiglie. Sheyna ha presentato il lavoro al 3M Young Scientist Challenge del 2025 ed è stata selezionata tra i finalisti. Secondo la scheda pubblicata dagli organizzatori, il suo idrogel ha ottenuto un’efficienza superiore al 93% nelle prove effettuate. Il dato riguarda quindi i risultati del progetto sperimentale sulle microplastiche considerate, non la rimozione di qualsiasi tipo di plastica da ogni fonte d’acqua. L’idea affronta una difficoltà concreta: intercettare particelle che possono finire negli ambienti acquatici e risultano complesse da trattare. La ricerca di Sheyna prova a combinare in un unico materiale la loro cattura e degradazione. Per capire come il gel potrebbe funzionare fuori dalle prove del concorso saranno necessari ulteriori sviluppi e verifiche. Il progetto mostra intanto il contributo che i giovani possono dare alla ricerca ambientale. Sheyna è partita da un problema globale e ha costruito una possibile risposta da sottoporre a test. La sua invenzione non è ancora una soluzione pronta all’uso, ma apre una strada da esplorare per la tutela dell’acqua e degli ecosistemi.
Dillo a Plaple
Ramabai corre a piedi nudi per il futuro delle sue figlie
Ramabai Ranvir non aveva mai affrontato una gara di corsa e non si era allenata per farlo. A 47 anni ha però deciso di partecipare a una competizione di tre chilometri ad Ambajogai, nello Stato indiano del Maharashtra. Il premio per la vincitrice poteva aiutarla ad acquistare i libri richiesti dalla figlia più giovane, Aarti, che frequenta l’università. Ramabai è partita indossando un sari e un paio di ciabatte. Durante il percorso le ha tolte e ha continuato a correre a piedi nudi, arrivando prima nella propria categoria. Dietro quella scelta c’erano anni di difficoltà economiche. Rimasta vedova nel 2012, ha cresciuto da sola le due figlie, lavorando prima a giornata e poi come cuoca per sostenerne gli studi. La figlia maggiore, Pooja, si prepara a entrare nella polizia. Anche lei ha partecipato alla corsa ed è arrivata seconda nella propria categoria. I premi vinti da madre e figlia sono stati destinati alle necessità di Aarti. Le cronache riportano importi diversi per la somma ricevuta da Ramabai; resta chiaro lo scopo per cui aveva scelto di correre. La sua vittoria racconta la determinazione di una madre, ma anche la fatica di una famiglia per cui comprare i libri rappresenta una spesa difficile da affrontare. Il traguardo di Ramabai non risolve da solo quelle difficoltà. Ha però dato visibilità al valore che attribuisce all’istruzione delle figlie e agli sforzi compiuti ogni giorno perché possano continuare a studiare.
Ramabai Ranvir non aveva mai affrontato una gara di corsa e non si era allenata per farlo. A 47 anni ha però deciso di partecipare a una competizione di tre chilometri ad Ambajogai, nello Stato indiano del Maharashtra. Il premio per la vincitrice poteva aiutarla ad acquistare i libri richiesti dalla figlia più giovane, Aarti, che frequenta l’università. Ramabai è partita indossando un sari e un paio di ciabatte. Durante il percorso le ha tolte e ha continuato a correre a piedi nudi, arrivando prima nella propria categoria. Dietro quella scelta c’erano anni di difficoltà economiche. Rimasta vedova nel 2012, ha cresciuto da sola le due figlie, lavorando prima a giornata e poi come cuoca per sostenerne gli studi. La figlia maggiore, Pooja, si prepara a entrare nella polizia. Anche lei ha partecipato alla corsa ed è arrivata seconda nella propria categoria. I premi vinti da madre e figlia sono stati destinati alle necessità di Aarti. Le cronache riportano importi diversi per la somma ricevuta da Ramabai; resta chiaro lo scopo per cui aveva scelto di correre. La sua vittoria racconta la determinazione di una madre, ma anche la fatica di una famiglia per cui comprare i libri rappresenta una spesa difficile da affrontare. Il traguardo di Ramabai non risolve da solo quelle difficoltà. Ha però dato visibilità al valore che attribuisce all’istruzione delle figlie e agli sforzi compiuti ogni giorno perché possano continuare a studiare.
Dillo a Plaple
Dove il terreno era arido, oggi crescono alberi
Quando Wang Zhanfeng arrivò a Shipaogou, nella contea cinese di Youyu, trovò pendii aridi, vento e terreni segnati dall’erosione. Negli anni Ottanta lasciò il lavoro che svolgeva altrove per tornare nella sua terra d’origine e provare a far crescere alberi in quell’area. Diverse persone dubitavano che le piante potessero sopravvivere in un luogo con così poca acqua e un suolo tanto difficile. Wang iniziò dalle specie più resistenti. Scavava buche sui pendii e portava l’acqua necessaria alle giovani piante. Per trattenerla nel terreno realizzò anche piccole cavità a forma di mezzaluna; in seguito costruì un sistema che rese più semplice l’irrigazione. Il lavoro non finiva con la messa a dimora: ogni albero richiedeva anni di attenzioni per attecchire e resistere alle condizioni del luogo. Il suo impegno è proseguito per oltre quarant’anni. Nella zona sono cresciuti alberi e altra vegetazione; Wang ha recuperato anche terreni da coltivare e piantato alberi da frutto. Quella di Shipaogou è la sua storia personale, inserita però in un’opera molto più ampia: nella contea di Youyu generazioni di abitanti hanno lavorato per contrastare la desertificazione. Il risultato della riforestazione appartiene a una comunità che ha piantato e custodito alberi per decenni. La vicenda di Wang ne racconta la perseveranza: anche dove far crescere qualcosa sembrava impossibile, la cura costante ha contribuito a cambiare il paesaggio. Il dato dei 90 mila ettari non va attribuito al solo Wang, perciò non l’ho inserito nella news.
Quando Wang Zhanfeng arrivò a Shipaogou, nella contea cinese di Youyu, trovò pendii aridi, vento e terreni segnati dall’erosione. Negli anni Ottanta lasciò il lavoro che svolgeva altrove per tornare nella sua terra d’origine e provare a far crescere alberi in quell’area. Diverse persone dubitavano che le piante potessero sopravvivere in un luogo con così poca acqua e un suolo tanto difficile. Wang iniziò dalle specie più resistenti. Scavava buche sui pendii e portava l’acqua necessaria alle giovani piante. Per trattenerla nel terreno realizzò anche piccole cavità a forma di mezzaluna; in seguito costruì un sistema che rese più semplice l’irrigazione. Il lavoro non finiva con la messa a dimora: ogni albero richiedeva anni di attenzioni per attecchire e resistere alle condizioni del luogo. Il suo impegno è proseguito per oltre quarant’anni. Nella zona sono cresciuti alberi e altra vegetazione; Wang ha recuperato anche terreni da coltivare e piantato alberi da frutto. Quella di Shipaogou è la sua storia personale, inserita però in un’opera molto più ampia: nella contea di Youyu generazioni di abitanti hanno lavorato per contrastare la desertificazione. Il risultato della riforestazione appartiene a una comunità che ha piantato e custodito alberi per decenni. La vicenda di Wang ne racconta la perseveranza: anche dove far crescere qualcosa sembrava impossibile, la cura costante ha contribuito a cambiare il paesaggio. Il dato dei 90 mila ettari non va attribuito al solo Wang, perciò non l’ho inserito nella news.
Dillo a Plaple
Un’amicizia oltre le macchie sulla pelle
Nel 2017 Carter Blanchard aveva otto anni e viveva con difficoltà i cambiamenti del proprio viso. Gli era stata diagnosticata la vitiligine, una condizione che provoca la comparsa di zone della pelle prive di pigmento. Le prime macchie chiare erano apparse intorno agli occhi e, mentre cercava di capire ciò che gli stava accadendo, Carter aveva perso fiducia nel proprio aspetto. Un giorno sua madre vide online la foto di Rowdy, un Labrador nero che presentava macchie chiare dovute alla stessa condizione. La mostrò al figlio, che iniziò a seguire la storia del cane attraverso foto e video. Rowdy viveva in Oregon, lontano dalla casa di Carter in Arkansas, ma quella somiglianza divenne subito importante per il bambino. Secondo sua madre, conoscere Rowdy cambiò il modo in cui Carter parlava della propria pelle già prima dell’incontro. Le due famiglie entrarono in contatto e una donazione permise a Carter e alla madre di raggiungere il cane. Quando finalmente si videro, il bambino trascorse del tempo ad abbracciarlo e giocare accanto a lui. È una storia avvenuta anni fa, che racconta quanto possa contare sentirsi rappresentati. Carter non aveva bisogno che la propria pelle cambiasse per stare meglio: vedere una caratteristica simile alla sua in un amico gli aveva offerto un modo nuovo di guardarla. L’incontro con Rowdy diventò così un passo nel suo percorso di accettazione.
Nel 2017 Carter Blanchard aveva otto anni e viveva con difficoltà i cambiamenti del proprio viso. Gli era stata diagnosticata la vitiligine, una condizione che provoca la comparsa di zone della pelle prive di pigmento. Le prime macchie chiare erano apparse intorno agli occhi e, mentre cercava di capire ciò che gli stava accadendo, Carter aveva perso fiducia nel proprio aspetto. Un giorno sua madre vide online la foto di Rowdy, un Labrador nero che presentava macchie chiare dovute alla stessa condizione. La mostrò al figlio, che iniziò a seguire la storia del cane attraverso foto e video. Rowdy viveva in Oregon, lontano dalla casa di Carter in Arkansas, ma quella somiglianza divenne subito importante per il bambino. Secondo sua madre, conoscere Rowdy cambiò il modo in cui Carter parlava della propria pelle già prima dell’incontro. Le due famiglie entrarono in contatto e una donazione permise a Carter e alla madre di raggiungere il cane. Quando finalmente si videro, il bambino trascorse del tempo ad abbracciarlo e giocare accanto a lui. È una storia avvenuta anni fa, che racconta quanto possa contare sentirsi rappresentati. Carter non aveva bisogno che la propria pelle cambiasse per stare meglio: vedere una caratteristica simile alla sua in un amico gli aveva offerto un modo nuovo di guardarla. L’incontro con Rowdy diventò così un passo nel suo percorso di accettazione.
Dillo a Plaple
Un seme contro il degrado urbano
C’è chi passa accanto a un’aiuola trascurata e vede soltanto uno spazio vuoto. Piantaman, invece, ci vede qualcosa che può tornare a crescere. L’uomo, che ha 49 anni e mantiene segreta la propria identità, semina fiori e ortaggi nell’area di Vigevano, in provincia di Pavia. La sua idea è trasformare piccoli spazi dimenticati in luoghi verdi di cui la comunità possa prendersi cura. Il primo orto è nato su un terreno vicino al cimitero cittadino. Piantaman vi ha coltivato pomodori, cetrioli, zucchine e un melone, lasciando che chiunque potesse raccogliere ciò che sarebbe cresciuto. Chi passa può anche contribuire con un po’ d’acqua o aiutando a tenere pulito il terreno. Nel tempo sono arrivati cittadini pronti a donare semi e piante che non avevano più la possibilità di coltivare. L’iniziativa si è allargata con una postazione in via Rebuffi, dove è possibile lasciare o prendere prodotti e piante. Piantaman incoraggia inoltre a conservare i semi della frutta e degli ortaggi consumati, per seminarli di nuovo. Accanto al cibo trovano spazio fiori, bulbi e altre piante, capaci di riportare colore nelle aree trascurate. Il valore ambientale del progetto sta in questo ciclo di recupero: usare ciò che è disponibile, far crescere nuovo verde e coinvolgere le persone nella sua cura. Il raccolto condiviso aggiunge un gesto di solidarietà a un’idea che parte dalla terra. Piantaman mostra come anche una piccola aiuola possa diventare un luogo utile per tutti.
C’è chi passa accanto a un’aiuola trascurata e vede soltanto uno spazio vuoto. Piantaman, invece, ci vede qualcosa che può tornare a crescere. L’uomo, che ha 49 anni e mantiene segreta la propria identità, semina fiori e ortaggi nell’area di Vigevano, in provincia di Pavia. La sua idea è trasformare piccoli spazi dimenticati in luoghi verdi di cui la comunità possa prendersi cura. Il primo orto è nato su un terreno vicino al cimitero cittadino. Piantaman vi ha coltivato pomodori, cetrioli, zucchine e un melone, lasciando che chiunque potesse raccogliere ciò che sarebbe cresciuto. Chi passa può anche contribuire con un po’ d’acqua o aiutando a tenere pulito il terreno. Nel tempo sono arrivati cittadini pronti a donare semi e piante che non avevano più la possibilità di coltivare. L’iniziativa si è allargata con una postazione in via Rebuffi, dove è possibile lasciare o prendere prodotti e piante. Piantaman incoraggia inoltre a conservare i semi della frutta e degli ortaggi consumati, per seminarli di nuovo. Accanto al cibo trovano spazio fiori, bulbi e altre piante, capaci di riportare colore nelle aree trascurate. Il valore ambientale del progetto sta in questo ciclo di recupero: usare ciò che è disponibile, far crescere nuovo verde e coinvolgere le persone nella sua cura. Il raccolto condiviso aggiunge un gesto di solidarietà a un’idea che parte dalla terra. Piantaman mostra come anche una piccola aiuola possa diventare un luogo utile per tutti.
Dillo a Plaple
Un contratto che vale più di una firma
Il calcio diventa una squadra anche lontano dal terreno di gioco. Roberta Picchi, attaccante trentaquattrenne del Como 1907 Women, ha ricevuto una diagnosi di tumore al seno in seguito ad alcuni accertamenti medici. Davanti a una prova tanto delicata, la società ha scelto di offrirle sostegno e stabilità, rinnovando il suo contratto fino al termine della stagione 2027-2028. Durante il percorso terapeutico, la calciatrice sarà affiancata dallo staff medico del club, che collaborerà con gli specialisti responsabili delle cure. Picchi era arrivata a Como nella stagione precedente, contribuendo alla conquista della Serie B e alla prima storica promozione della squadra nella massima categoria. Ora dovrà affrontare una sfida diversa, circondata però dall’affetto della società, delle compagne e dei tifosi. La vicinanza del gruppo è stata espressa con un messaggio semplice: «Noi siamo una cosa sola». Anche Roberta ha manifestato determinazione, spiegando che affronterà la propria partita con l’obiettivo di tornare ancora più forte. Il rinnovo diventa così molto più di una decisione sportiva: è la scelta concreta di non lasciare sola una persona nel momento più difficile.
Il calcio diventa una squadra anche lontano dal terreno di gioco. Roberta Picchi, attaccante trentaquattrenne del Como 1907 Women, ha ricevuto una diagnosi di tumore al seno in seguito ad alcuni accertamenti medici. Davanti a una prova tanto delicata, la società ha scelto di offrirle sostegno e stabilità, rinnovando il suo contratto fino al termine della stagione 2027-2028. Durante il percorso terapeutico, la calciatrice sarà affiancata dallo staff medico del club, che collaborerà con gli specialisti responsabili delle cure. Picchi era arrivata a Como nella stagione precedente, contribuendo alla conquista della Serie B e alla prima storica promozione della squadra nella massima categoria. Ora dovrà affrontare una sfida diversa, circondata però dall’affetto della società, delle compagne e dei tifosi. La vicinanza del gruppo è stata espressa con un messaggio semplice: «Noi siamo una cosa sola». Anche Roberta ha manifestato determinazione, spiegando che affronterà la propria partita con l’obiettivo di tornare ancora più forte. Il rinnovo diventa così molto più di una decisione sportiva: è la scelta concreta di non lasciare sola una persona nel momento più difficile.
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Quando l’acqua fa rifiorire una comunità
A Lopsienikou, nella contea di West Pokot, in Kenya, quindici donne hanno trasformato la lotta contro fame e siccità in un progetto comunitario. Sono le componenti del Sengenge Mother-to-Mother Support Group, nato per migliorare la salute e l’alimentazione delle famiglie del villaggio. Con il sostegno di Action Against Hunger, il gruppo ha contribuito al recupero di un pozzo e all’installazione di una pompa alimentata attraverso l’energia solare. L’acqua viene raccolta in due serbatoi da diecimila litri e utilizzata anche per irrigare un orto comunitario, nel quale crescono cavoli, spinaci e peperoni. I prodotti arricchiscono l’alimentazione delle famiglie, mentre le eccedenze possono essere vendute per generare nuove entrate. Le donne hanno inoltre creato un comitato incaricato di gestire il pozzo e raccogliere piccoli contributi destinati alla sua manutenzione. Al progetto si aggiungono l’allevamento di capre e un sistema comune di risparmio e prestiti. Un percorso che non elimina da solo la fame, ma rende la comunità più autonoma e resistente alla siccità. Qui il sole non produce soltanto energia: alimenta acqua, lavoro e nuove possibilità.
A Lopsienikou, nella contea di West Pokot, in Kenya, quindici donne hanno trasformato la lotta contro fame e siccità in un progetto comunitario. Sono le componenti del Sengenge Mother-to-Mother Support Group, nato per migliorare la salute e l’alimentazione delle famiglie del villaggio. Con il sostegno di Action Against Hunger, il gruppo ha contribuito al recupero di un pozzo e all’installazione di una pompa alimentata attraverso l’energia solare. L’acqua viene raccolta in due serbatoi da diecimila litri e utilizzata anche per irrigare un orto comunitario, nel quale crescono cavoli, spinaci e peperoni. I prodotti arricchiscono l’alimentazione delle famiglie, mentre le eccedenze possono essere vendute per generare nuove entrate. Le donne hanno inoltre creato un comitato incaricato di gestire il pozzo e raccogliere piccoli contributi destinati alla sua manutenzione. Al progetto si aggiungono l’allevamento di capre e un sistema comune di risparmio e prestiti. Un percorso che non elimina da solo la fame, ma rende la comunità più autonoma e resistente alla siccità. Qui il sole non produce soltanto energia: alimenta acqua, lavoro e nuove possibilità.
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Il Ruanda riduce la plastica monouso
Il Ruanda è diventato un punto di riferimento africano nella lotta all’inquinamento da plastica. Nel 2008 il Paese ha vietato la produzione, l’importazione e l’utilizzo dei sacchetti in polietilene. Nel 2019 il divieto è stato esteso a numerosi prodotti e imballaggi di plastica monouso. Controlli rigorosi e sanzioni hanno contribuito a ridurre fortemente la presenza di rifiuti nelle strade. I risultati sono particolarmente visibili nella capitale Kigali. La città viene frequentemente indicata come una delle realtà urbane più pulite del continente africano. Alla base di questo risultato non ci sono però soltanto le leggi. Un ruolo fondamentale è svolto dall’“Umuganda”, il programma nazionale di lavoro comunitario. L’ultimo sabato di ogni mese i cittadini partecipano alla pulizia e alla cura degli spazi comuni. Le attività comprendono la raccolta dei rifiuti, la manutenzione delle strade e la realizzazione di opere utili alla comunità. A Kigali la raccolta domestica viene inoltre gestita da aziende specializzate e sostenuta economicamente dalle famiglie. Il modello ruandese unisce quindi norme, controlli, organizzazione e partecipazione collettiva. Un sistema che ha trasformato la pulizia degli spazi pubblici in una responsabilità condivisa. Restano ancora difficoltà nella gestione, nel recupero e nel riciclo di tutte le tipologie di rifiuti. L’esperienza di Kigali dimostra però quanto le scelte politiche possano funzionare quando vengono sostenute dall’intera comunità.
Il Ruanda è diventato un punto di riferimento africano nella lotta all’inquinamento da plastica. Nel 2008 il Paese ha vietato la produzione, l’importazione e l’utilizzo dei sacchetti in polietilene. Nel 2019 il divieto è stato esteso a numerosi prodotti e imballaggi di plastica monouso. Controlli rigorosi e sanzioni hanno contribuito a ridurre fortemente la presenza di rifiuti nelle strade. I risultati sono particolarmente visibili nella capitale Kigali. La città viene frequentemente indicata come una delle realtà urbane più pulite del continente africano. Alla base di questo risultato non ci sono però soltanto le leggi. Un ruolo fondamentale è svolto dall’“Umuganda”, il programma nazionale di lavoro comunitario. L’ultimo sabato di ogni mese i cittadini partecipano alla pulizia e alla cura degli spazi comuni. Le attività comprendono la raccolta dei rifiuti, la manutenzione delle strade e la realizzazione di opere utili alla comunità. A Kigali la raccolta domestica viene inoltre gestita da aziende specializzate e sostenuta economicamente dalle famiglie. Il modello ruandese unisce quindi norme, controlli, organizzazione e partecipazione collettiva. Un sistema che ha trasformato la pulizia degli spazi pubblici in una responsabilità condivisa. Restano ancora difficoltà nella gestione, nel recupero e nel riciclo di tutte le tipologie di rifiuti. L’esperienza di Kigali dimostra però quanto le scelte politiche possano funzionare quando vengono sostenute dall’intera comunità.
Dillo a Plaple
Novantasei case per ricominciare
A Fredericton, in Canada, 96 piccole abitazioni stanno offrendo una nuova possibilità a chi ha vissuto senza una casa. È il progetto “12 Neighbours”, nato su iniziativa dell’imprenditore Marcel LeBrun. La comunità è stata completata nel 2024 e accoglie oggi più di 90 persone. Ogni abitazione dispone di cucina, bagno, zona giorno e uno spazio esterno privato. L’affitto non supera il 30 per cento del reddito del residente. L’obiettivo non è però fornire soltanto un tetto. Il progetto segue un modello che mette al centro la stabilità, la dignità e l’inclusione nella comunità. Una casa permanente diventa così il primo passo per ricostruire la propria autonomia. Nel quartiere sono presenti anche spazi dedicati alla formazione e alle attività lavorative. Il centro sociale comprende un bar, un negozio e laboratori nei quali i residenti possono trovare nuove opportunità. LeBrun ha avviato il progetto attraverso un’organizzazione senza scopo di lucro. Al finanziamento iniziale della sua fondazione familiare si è aggiunto il sostegno delle istituzioni canadesi. Le 96 abitazioni sono state costruite tra il 2021 e il 2024. Il risultato è una comunità pensata per andare oltre le soluzioni temporanee all’emergenza abitativa.Un esempio di come solidarietà e progettazione possano restituire stabilità e speranza.
A Fredericton, in Canada, 96 piccole abitazioni stanno offrendo una nuova possibilità a chi ha vissuto senza una casa. È il progetto “12 Neighbours”, nato su iniziativa dell’imprenditore Marcel LeBrun. La comunità è stata completata nel 2024 e accoglie oggi più di 90 persone. Ogni abitazione dispone di cucina, bagno, zona giorno e uno spazio esterno privato. L’affitto non supera il 30 per cento del reddito del residente. L’obiettivo non è però fornire soltanto un tetto. Il progetto segue un modello che mette al centro la stabilità, la dignità e l’inclusione nella comunità. Una casa permanente diventa così il primo passo per ricostruire la propria autonomia. Nel quartiere sono presenti anche spazi dedicati alla formazione e alle attività lavorative. Il centro sociale comprende un bar, un negozio e laboratori nei quali i residenti possono trovare nuove opportunità. LeBrun ha avviato il progetto attraverso un’organizzazione senza scopo di lucro. Al finanziamento iniziale della sua fondazione familiare si è aggiunto il sostegno delle istituzioni canadesi. Le 96 abitazioni sono state costruite tra il 2021 e il 2024. Il risultato è una comunità pensata per andare oltre le soluzioni temporanee all’emergenza abitativa.Un esempio di come solidarietà e progettazione possano restituire stabilità e speranza.
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