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Ichnusa e Legambiente Sardegna insieme per ispirare il cambiamento


“Se deve finire così, non beveteci nemmeno.” Così, Ichnusa, la birra con anima sarda, insieme a Legambiente Sardegna decide di mandare un messaggio forte e diretto per ispirare il cambiamento. Una presa di posizione che invita tutti a riflettere sull’importanza della responsabilità sociale, andando anche contro i loro interessi. Ichnusa e Legambiente Sardegna scendono in campo in prima persona in giornate di pulizia organizzate in tutta l’isola, nei principali luoghi della società: momenti di aggregazione e responsabilità per mostrare quello in cui credono, attraverso un gesto concreto.

Rubrica: Dillo a Plaple

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Dal 8 al 14 ottobre ha percorso, insieme a un gruppo di volontari, alcuni tratti del Cammino di Nostra Signora di Bonaria e del Cammino Minerario di Santa Barbara. Matteo si muove grazie a una joëlette, una speciale carrozzina fuoristrada, che gli consente di affrontare sentieri e percorsi naturali. Durante il viaggio sono stati organizzati incontri pubblici e proiezioni del docufilm “Si può fare”, per sensibilizzare sul tema della disabilità e dell’inclusione. Nonostante la malattia lo costringa sulla sedia a rotelle e a comunicare tramite puntatore oculare, Matteo ha dimostrato che la determinazione può superare ogni ostacolo. Il suo messaggio finale, semplice ma potente, riassume il senso dell’impresa: “Non cammino più con le gambe, ma con il cuore e con gli occhi.”

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Pesce, da scarto a bioplastica idrosolubile. L’idea nata da una startup di Sassari


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Relicta è una startup di Sassari che ha sviluppato una bioplastica idrosolubile da scarti di pesce. L'azienda vuole essere parte della soluzione a un grande problema che è l'inquinamento da plastica. Come funziona? Lo spiegano proprio i giovani fondatori della strartup. La soluzione Relicta è un materiale bioplastico idrosolubile ottenuto dagli scarti della lavorazione del pesce e adatto per soluzioni di imballaggio. In particolare, dalla pelle del pesce è possibile ottenere, tramite una miscela specifica, una pellicola di plastica trasparente e inodore. La plastica, per la sua composizione, è compostabile, biodegradabile e idrosolubile. La solubilità in acqua è la caratteristica più importante del nostro prodotto che apre nuove vie di smaltimento per questo materiale.

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Riportami al Mare, la sfida per il ripristino dei litorali


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Aumentare le consapevolezze rispetto alla tutela dei litorali, far comprendere il danno generato dal “particolare” souvenir contraddistinto da sabbia e conchiglie che ogni anno finiscono in valigia dei turisti di passaggio dall’aeroporto di Olbia. Testimonial per il 2024 l'artista Geppi Cucciari Nasce così nel 2019 il progetto “Riportami al Mare”, sviluppato grazie ad un protocollo di intesa tra Geasar S.p.A., il Consorzio di Gestione dell'AreaMarina Protetta di Tavolara-Punta Coda Cavallo, l'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile (ENAC), il Corpo Forestale di Vigilanza Ambientale e l'Assessorato della Difesa dell'Ambiente della Regione Autonoma della Sardegna, con l'obiettivo di coordinare gli sforzi per tutelare l'ambiente e ripristinare i litorali. "Riportami al Mare", un progetto che prevede la reimmissione in natura di oltre 6 tonnellate di rocce, sabbia e conchiglie sequestrate ai controlli di sicurezza dell'Aeroporto di Olbia negli ultimi cinque anni grazie al lavoro degli enti di Stato preposti e dal personale di sicurezza aeroportuale. Quest'anno, l'ingente quantitativo di materiale naturale confiscato e reimmesso in natura si aggiunge alle oltre 10 tonnellate di materiale "restituito" durante la prima edizione del progetto nel 2019. Il riposizionamento nelle spiagge è stato effettuato dopo un dettagliato lavoro di classificazione svolto dai biologi dell'Area Marina Protetta di Tavolara.

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Ozieri, il Presidente della Repubblica premia una scuola


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In provincia di Sassari, a Ozieri, le classi 5AS, 5BS e 5AC del liceo scientifico e classico Antonio Segni, hanno ricevuto dal Presidente della repubblica tre targhe per essersi contraddistinti con gesti collettivi di solidarietà. Nel Dicembre 2022 gli studenti prestarono servizio di volontariato presso la mensa della Caritas di Sassari e alla Croce Ottagona di Ozieri. Tale iniziativa rientra nel progetto lanciato dalla scuola, “Mi metto al servizio”. Le testimonianze di questi studenti ha poi coinvolto altri giovani, che si sono messi in gioco, offrendo la propria disponibilità per svolgere attività di volontariato.

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Canopoleno Green, un progetto sostenibile a Sassari


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Si svolge oggi negli spazi del Convitto Nazionale Canopoleno di Sassari l’appuntamento con “Canopoleno Green”. Appuntamento fissato con la responsabilità e la sostenibilità, con la sensibilità ed il rispetto. Protagonista sarà l’ambiente. Protagonisti saranno i giovani studenti e studentesse della scuola primaria e secondaria di primo grado dell’istituto che dal 2018 con la sua equipe educativa porta avanti un progetto di sostenibilità ambientale sviluppato attraverso iniziative annuali che confluiscono poi in una manifestazione finale, “Canopoleno Green” appunto. Lungo il suo percorso l’equipe è supportata da partner come Legambiente ed Eco volontari di Sassari e Assessorato all’Ambiente del Comune di Sassari. Il tema 2024 risponde appieno agli obiettivi della agenda 2030 e nello specifico all’obiettivo 14: “Conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile”. Il Canopoleno crede fermamente che il parlare ai bambini e alle bambine di sostenibilità, di pesca illegale a salvaguardia delle aree marine protette con strumenti didattici e strategie educative alternative sia chiave utile al prevenire e ridurre in modo significativo ogni forma di inquinamento marino, in particolare modo quello derivante da attività esercitate sulla terraferma.

Si svolge oggi negli spazi del Convitto Nazionale Canopoleno di Sassari l’appuntamento con “Canopoleno Green”. Appuntamento fissato con la responsabilità e la sostenibilità, con la sensibilità ed il rispetto. Protagonista sarà l’ambiente. Protagonisti saranno i giovani studenti e studentesse della scuola primaria e secondaria di primo grado dell’istituto che dal 2018 con la sua equipe educativa porta avanti un progetto di sostenibilità ambientale sviluppato attraverso iniziative annuali che confluiscono poi in una manifestazione finale, “Canopoleno Green” appunto. Lungo il suo percorso l’equipe è supportata da partner come Legambiente ed Eco volontari di Sassari e Assessorato all’Ambiente del Comune di Sassari. Il tema 2024 risponde appieno agli obiettivi della agenda 2030 e nello specifico all’obiettivo 14: “Conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile”. Il Canopoleno crede fermamente che il parlare ai bambini e alle bambine di sostenibilità, di pesca illegale a salvaguardia delle aree marine protette con strumenti didattici e strategie educative alternative sia chiave utile al prevenire e ridurre in modo significativo ogni forma di inquinamento marino, in particolare modo quello derivante da attività esercitate sulla terraferma.

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Il futuro sostenibile passa dal CES di Las Vegas


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Al CES di Las Vegas, una delle fiere tecnologiche più importanti al mondo, l’innovazione si è intrecciata con la tutela dell’ambiente. Tra le soluzioni più interessanti presentate emergono robot progettati per studiare e monitorare la vita marina, capaci di raccogliere dati su ecosistemi oceanici senza disturbare gli habitat naturali. Questi dispositivi aiutano scienziati e ricercatori a comprendere meglio l’impatto del cambiamento climatico su mari e oceani. Accanto a queste tecnologie, il CES ha mostrato anche macchine avanzate per il riciclo delle plastiche più difficili da trattare, come quelle multistrato o contaminate. Grazie a nuovi processi meccanici e chimici, questi sistemi permettono di recuperare materiali che prima finivano in discarica o negli oceani. Un segnale chiaro: l’innovazione tecnologica può diventare un alleato concreto nella transizione verso un futuro più sostenibile.

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Quando un albero rinasce: l’arte che salva la natura in Galles


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In Galles un albero gravemente danneggiato da una tempesta rischiava di essere abbattuto per motivi di sicurezza. Al suo posto, però, è nata un’opera d’arte simbolica grazie all’artista britannico Simon O’Rourke. Utilizzando il tronco rimasto, O’Rourke ha scolpito una gigantesca mano che si protende verso il cielo, trasformando un albero destinato alla rimozione in un messaggio visivo potente. L’opera, chiamata Giant Hand of Vyrnwy, si trova vicino al lago Vyrnwy ed è diventata un punto di riferimento per visitatori e comunità locali. Il progetto dimostra come l’arte possa diventare uno strumento di riuso creativo, evitando sprechi e valorizzando materiali naturali già esistenti. Un gesto che unisce espressione artistica e rispetto per l’ambiente, invitando a riflettere sul rapporto tra uomo e natura.

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Elefanti finalmente liberi: un rifugio in Alentejo


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In Portogallo sta per nascere un progetto unico in Europa: un grande santuario dedicato agli elefanti salvati da zoo e circhi. Il santuario sorgerà nella regione dell’Alentejo e offrirà centinaia di ettari di spazio naturale in cui gli animali potranno vivere in condizioni più vicine alla loro natura. Qui gli elefanti non saranno esposti al pubblico, ma potranno muoversi liberamente, socializzare e recuperare dopo anni di cattività. Il progetto è promosso da un’organizzazione internazionale che da tempo si occupa di benessere animale e conservazione. Oltre a garantire una nuova vita agli elefanti, il santuario contribuirà anche alla tutela dell’ambiente circostante, valorizzando il territorio e la biodiversità locale. Questa iniziativa unisce due dimensioni importanti: la solidarietà verso animali che hanno subito sfruttamento e la sostenibilità ambientale legata alla protezione degli habitat. È un segnale di cambiamento nel modo in cui la società guarda agli animali selvatici in cattività. Il Portogallo si propone così come punto di riferimento europeo per una gestione più etica e responsabile della fauna.

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Nasce “Nature Restoration Law”


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L’Unione Europea ha approvato una legge storica che cambia il modo di affrontare la crisi ambientale e della biodiversità. Con la Nature Restoration Law, per la prima volta al mondo un gruppo di Paesi si impegna legalmente non solo a proteggere la natura, ma anche a ripristinarla dove è stata danneggiata. La norma stabilisce obiettivi vincolanti per il recupero di ecosistemi degradati, come foreste, zone umide, fiumi, praterie e fondali marini. Entro il 2030, gli Stati membri dovranno ripristinare almeno il 20% delle aree terrestri e marine in cattivo stato, con un percorso che guarda al 2050 per il pieno recupero degli ecosistemi più fragili. Ogni Paese dovrà presentare piani nazionali dettagliati e rendicontare i progressi raggiunti. La legge nasce dalla consapevolezza che senza ecosistemi sani non è possibile contrastare il cambiamento climatico né garantire sicurezza alimentare e benessere umano. Ripristinare la natura significa anche rendere il territorio più resiliente a eventi estremi come alluvioni e siccità. È un cambio di paradigma che mette la rigenerazione ambientale al centro delle politiche europee.

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Christian Bale, da Batman sullo schermo a eroe nella vita reale


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Christian Bale ha deciso di usare la sua notorietà e le sue risorse per affrontare uno dei problemi più delicati del sistema di affidamento: la separazione dei fratelli. L’attore ha finanziato la realizzazione di un villaggio residenziale in California pensato per accogliere bambini in affido senza costringerli a vivere lontani dai propri fratelli e sorelle. Il progetto, chiamato Together California, prevede abitazioni, spazi comuni, aree verdi e servizi di supporto psicologico ed educativo. L’obiettivo è offrire ai bambini un ambiente stabile, sicuro e il più possibile simile a una vera casa. Bale ha spiegato che la separazione dai fratelli rappresenta spesso un trauma profondo, che si aggiunge a quello dell’allontanamento dalla famiglia d’origine. Mantenere questi legami può fare una grande differenza nel percorso di crescita e di recupero emotivo. Il villaggio non è solo un luogo fisico, ma un modello alternativo di accoglienza che mette al centro i bisogni affettivi dei minori. L’iniziativa è stata accolta con grande interesse da associazioni e operatori sociali, diventando un esempio concreto di solidarietà e impegno sociale.

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Fine dell’era del sacchetto di plastica in California


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La California ha compiuto un nuovo passo decisivo nella lotta all’inquinamento approvando un divieto totale sui sacchetti di plastica per la spesa. A partire dal 2026, nei negozi non saranno più consentiti né i sacchetti sottili monouso né quelli più spessi, fino a oggi definiti “riutilizzabili”. Questa scelta nasce dalla consapevolezza che molti di questi sacchetti, pur essendo formalmente riutilizzabili, finivano comunque rapidamente tra i rifiuti. Il nuovo provvedimento obbliga i punti vendita a offrire esclusivamente sacchetti di carta riciclata a pagamento o a incentivare l’uso di borse portate da casa. Dal punto di vista ambientale, l’impatto è significativo: i sacchetti di plastica sono tra i rifiuti più diffusi in fiumi, mari e discariche e contribuiscono alla formazione di microplastiche dannose per animali e esseri umani. Eliminandoli, si riduce l’uso di plastica derivata dal petrolio e si limita la dispersione di rifiuti difficili da smaltire. La legge punta anche a un cambiamento culturale, spingendo i consumatori verso abitudini più responsabili e sostenibili. La California si conferma così uno degli Stati più avanzati nelle politiche ambientali.

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