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Riciclare la carta - I ragazzi dell'Associazione Mosaico


I ragazzi che frequentano dell'Associazione Mosaico di Codroipo partecipano al laboratorio di riciclo della carta. Un esempio eccellente di sostenibilità e solidarietà.

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Dedicarsi agli altri, l'esperienza "Il Mosaico Onlus"


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Il Centro Occupazionale Diurno “Il Mosaico” ha come finalità il benessere globale della persona disabile e il miglioramento della sua qualità di vita, raggiunti principalmente attraverso la relazione con gli educatori, i compagni, il mondo esterno. In particolare la Cooperativa ha il fine di rimuovere gli ostacoli di ordine soggettivo, economico e sociale che impediscono la piena realizzazione spirituale e materiale della persona e la sua compartecipazione alla crescita ed allo sviluppo della comunità d’appartenenza. Per le sue origini, il Mosaico persegue l’obiettivo di offrire occasioni concrete per vivere un’esperienza di condivisione, allo scopo di favorire un cambiamento culturale nei confronti della disabilità. Un mosaico non può essere completo senza ogni sua tessera. Una società non può essere completa senza la partecipazione di ogni suo individuo.

Il Centro Occupazionale Diurno “Il Mosaico” ha come finalità il benessere globale della persona disabile e il miglioramento della sua qualità di vita, raggiunti principalmente attraverso la relazione con gli educatori, i compagni, il mondo esterno. In particolare la Cooperativa ha il fine di rimuovere gli ostacoli di ordine soggettivo, economico e sociale che impediscono la piena realizzazione spirituale e materiale della persona e la sua compartecipazione alla crescita ed allo sviluppo della comunità d’appartenenza. Per le sue origini, il Mosaico persegue l’obiettivo di offrire occasioni concrete per vivere un’esperienza di condivisione, allo scopo di favorire un cambiamento culturale nei confronti della disabilità. Un mosaico non può essere completo senza ogni sua tessera. Una società non può essere completa senza la partecipazione di ogni suo individuo.

Storie ad impatto

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BeeSafe: l’impatto delle microplastiche su api e impollinatori


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Le microplastiche non si trovano solo nei mari: sono presenti anche nei suoli, nei fiori e persino negli insetti impollinatori. BeeSafe, il progetto coordinato da Ilaria Colzi dell’Università di Firenze e finanziato dalla National Geographic Society, studia come queste particelle possano alterare il rapporto tra piante e api, modificando colori, profumi e qualità del nettare. Un’indagine che ci aiuta a capire come l’inquinamento invisibile possa influenzare la biodiversità e il futuro dell’impollinazione.

Le microplastiche non si trovano solo nei mari: sono presenti anche nei suoli, nei fiori e persino negli insetti impollinatori. BeeSafe, il progetto coordinato da Ilaria Colzi dell’Università di Firenze e finanziato dalla National Geographic Society, studia come queste particelle possano alterare il rapporto tra piante e api, modificando colori, profumi e qualità del nettare. Un’indagine che ci aiuta a capire come l’inquinamento invisibile possa influenzare la biodiversità e il futuro dell’impollinazione.

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Microplastiche: un rischio invisibile


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Sono minuscole, spesso invisibili a occhio nudo, ma ormai si trovano ovunque. Le microplastiche contaminano mari, fiumi, suoli agricoli e persino l’aria che respiriamo. Derivano dalla degradazione degli oggetti in plastica e dall’uso quotidiano di numerosi prodotti. Una volta disperse nell’ambiente, possono essere ingerite da animali e insetti, entrando nelle catene alimentari e alterando gli equilibri degli ecosistemi. La loro diffusione rappresenta una delle sfide ambientali più complesse del nostro tempo. Comprendere dove si accumulano, come si muovono e quali effetti producono è fondamentale per sviluppare strategie efficaci di prevenzione e riduzione dell’inquinamento da plastica.

Sono minuscole, spesso invisibili a occhio nudo, ma ormai si trovano ovunque. Le microplastiche contaminano mari, fiumi, suoli agricoli e persino l’aria che respiriamo. Derivano dalla degradazione degli oggetti in plastica e dall’uso quotidiano di numerosi prodotti. Una volta disperse nell’ambiente, possono essere ingerite da animali e insetti, entrando nelle catene alimentari e alterando gli equilibri degli ecosistemi. La loro diffusione rappresenta una delle sfide ambientali più complesse del nostro tempo. Comprendere dove si accumulano, come si muovono e quali effetti producono è fondamentale per sviluppare strategie efficaci di prevenzione e riduzione dell’inquinamento da plastica.

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“Camminare insieme” – Parte il conto alla rovescia per Corri La Vita 2026


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Parte ufficialmente il conto alla rovescia per Corri La Vita 2026, uno degli appuntamenti più importanti dedicati alla solidarietà, alla prevenzione, all'inclusione e allo sport. L'evento tornerà a colorare le strade di Firenze domenica 27 settembre 2026, riunendo migliaia di persone accomunate da un unico obiettivo: sostenere la lotta contro il tumore al seno e promuovere la cultura della prevenzione. Corri La Vita è molto più di una manifestazione sportiva: è un grande momento di partecipazione collettiva, capace di unire cittadini, volontari, associazioni, istituzioni e sostenitori in una giornata all'insegna della condivisione e della solidarietà. Ogni passo compiuto rappresenta un gesto concreto a favore dei progetti che ogni anno vengono sostenuti grazie alla raccolta fondi dell'evento. Ogni sorriso, ogni incontro, ogni presenza racconta una storia di impegno, speranza e vicinanza. Perché la forza di Corri La Vita è proprio questa: trasformare un semplice percorso in un messaggio di consapevolezza e in un aiuto concreto per chi affronta il tumore al seno.

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Le aziende possono rigenerare il pianeta?


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🌱 Dalla sostenibilità alla rigenerazione. Treedom ha lanciato Regenera, una nuova soluzione che aiuta le aziende a creare un impatto ambientale e sociale positivo, misurabile e integrato nelle attività quotidiane. L'idea è semplice ma rivoluzionaria: non basta più limitare i danni, bisogna contribuire attivamente alla rigenerazione di ecosistemi, comunità e territori. Tra gli ambiti di intervento: 🌳 Alberi ed ecosistemi ♻️ Carbon offset 🧴 Rimozione della plastica 🦋 Biodiversità 🏙️ Natura urbana 🌊 Protezione delle acque Una buona notizia che mostra come il mondo delle imprese possa diventare parte della soluzione.

🌱 Dalla sostenibilità alla rigenerazione. Treedom ha lanciato Regenera, una nuova soluzione che aiuta le aziende a creare un impatto ambientale e sociale positivo, misurabile e integrato nelle attività quotidiane. L'idea è semplice ma rivoluzionaria: non basta più limitare i danni, bisogna contribuire attivamente alla rigenerazione di ecosistemi, comunità e territori. Tra gli ambiti di intervento: 🌳 Alberi ed ecosistemi ♻️ Carbon offset 🧴 Rimozione della plastica 🦋 Biodiversità 🏙️ Natura urbana 🌊 Protezione delle acque Una buona notizia che mostra come il mondo delle imprese possa diventare parte della soluzione.

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Dalla solidarietà alle Olimpiadi: il percorso di rinascita di Francesca Lollobrigida


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Un incontro avvenuto durante un’iniziativa di solidarietà con alcuni ragazzi con disabilità ha rappresentato un punto di svolta in un periodo complesso. Un’esperienza capace di restituire energia, motivazione e la sensazione concreta di “tornare sulla giusta strada”. Da quel momento è iniziato un nuovo equilibrio. La quotidianità, l’allenamento e la determinazione hanno ritrovato direzione, fino ai risultati sportivi. Ma ciò che rende significativo questo percorso è la natura dello scambio: un gesto di solidarietà che non resta unidirezionale, ma diventa reciproco. Chi riceve trova forza, chi dona porta con sé qualcosa di altrettanto profondo.

Un incontro avvenuto durante un’iniziativa di solidarietà con alcuni ragazzi con disabilità ha rappresentato un punto di svolta in un periodo complesso. Un’esperienza capace di restituire energia, motivazione e la sensazione concreta di “tornare sulla giusta strada”. Da quel momento è iniziato un nuovo equilibrio. La quotidianità, l’allenamento e la determinazione hanno ritrovato direzione, fino ai risultati sportivi. Ma ciò che rende significativo questo percorso è la natura dello scambio: un gesto di solidarietà che non resta unidirezionale, ma diventa reciproco. Chi riceve trova forza, chi dona porta con sé qualcosa di altrettanto profondo.

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Dall'Aquila a Firenze: il grande gesto di Renato Zero per i piccoli del Meyer


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La musica non si ferma all'eco di un applauso, ma si trasforma in un abbraccio concreto capace di curare il futuro. L'ultimo, straordinario gesto di Renato Zero incarna l'essenza più autentica della Perdonanza Celestiniana, tramutando l'arte in uno strumento di speranza e profonda solidarietà. Rinunciando al proprio compenso, il cantautore romano ha donato quarantamila euro alla Fondazione Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze. Questo generoso contributo permetterà l'acquisto di un'innovativa apparecchiatura di insufflazione per la chirurgia laparoscopica e robotica, un presidio tecnologico che allevierà la sofferenza dei piccoli pazienti, rendendo le operazioni meno invasive. Non è la prima volta che l'artista si fa "mollica" per costruire una grande pagnotta di bene comune, avendo già sostenuto in passato altri poli pediatrici d'eccellenza come il Gaslini e il Sant'Orsola. L'iniziativa dimostra come la cultura e la spiritualità di un evento storico possano superare i confini del palcoscenico per entrare silenziosamente nelle corsie d'ospedale. Lì dove la fragilità dei bambini chiede protezione, la generosità dei grandi risponde con la forza della vita. Curare un bambino significa curare il domani, e Renato Zero, con la complicità del Comune dell'Aquila, ha scritto una delle sue pagine più melodiose: quella in cui la musica salva.

La musica non si ferma all'eco di un applauso, ma si trasforma in un abbraccio concreto capace di curare il futuro. L'ultimo, straordinario gesto di Renato Zero incarna l'essenza più autentica della Perdonanza Celestiniana, tramutando l'arte in uno strumento di speranza e profonda solidarietà. Rinunciando al proprio compenso, il cantautore romano ha donato quarantamila euro alla Fondazione Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze. Questo generoso contributo permetterà l'acquisto di un'innovativa apparecchiatura di insufflazione per la chirurgia laparoscopica e robotica, un presidio tecnologico che allevierà la sofferenza dei piccoli pazienti, rendendo le operazioni meno invasive. Non è la prima volta che l'artista si fa "mollica" per costruire una grande pagnotta di bene comune, avendo già sostenuto in passato altri poli pediatrici d'eccellenza come il Gaslini e il Sant'Orsola. L'iniziativa dimostra come la cultura e la spiritualità di un evento storico possano superare i confini del palcoscenico per entrare silenziosamente nelle corsie d'ospedale. Lì dove la fragilità dei bambini chiede protezione, la generosità dei grandi risponde con la forza della vita. Curare un bambino significa curare il domani, e Renato Zero, con la complicità del Comune dell'Aquila, ha scritto una delle sue pagine più melodiose: quella in cui la musica salva.

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Il gesto di Shakira che sta emozionando il mondo


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Un semplice video pubblicato sui social. Un gruppo di ragazzi dell’Uganda che balla con il cuore. E una superstar mondiale che decide di ascoltarli davvero. I Triplets Ghetto Kids avevano ricreato la coreografia di Dai Dai, la nuova canzone di Shakira per i Mondiali 2026, chiedendo di poter ballare con lei. Shakira ha visto quel video… e li ha invitati ufficialmente a esibirsi con lei alla finale della Coppa del Mondo. 🌍⚽ Ma non finisce qui. La cantante ha anche annunciato che il progetto sosterrà il FIFA Global Citizen Education Fund, aiutando bambini e comunità svantaggiate attraverso l’istruzione. Una storia che dimostra quanto musica, social e solidarietà possano creare opportunità reali. E forse è proprio questo il lato più bello di internet. ✨

Un semplice video pubblicato sui social. Un gruppo di ragazzi dell’Uganda che balla con il cuore. E una superstar mondiale che decide di ascoltarli davvero. I Triplets Ghetto Kids avevano ricreato la coreografia di Dai Dai, la nuova canzone di Shakira per i Mondiali 2026, chiedendo di poter ballare con lei. Shakira ha visto quel video… e li ha invitati ufficialmente a esibirsi con lei alla finale della Coppa del Mondo. 🌍⚽ Ma non finisce qui. La cantante ha anche annunciato che il progetto sosterrà il FIFA Global Citizen Education Fund, aiutando bambini e comunità svantaggiate attraverso l’istruzione. Una storia che dimostra quanto musica, social e solidarietà possano creare opportunità reali. E forse è proprio questo il lato più bello di internet. ✨

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Favole che accorciano le distanze


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C’è un mondo che corre veloce. E poi c’è chi sceglie di fermarsi qualche minuto, ascoltare una voce e lasciarsi accompagnare da una storia. A Pistoia, Capitale Italiana del Libro 2026, nasce “Favole al telefono”, un progetto ispirato alle celebri storie di Gianni Rodari. Un appuntamento telefonico dedicato ai bambini di ogni età, ma anche a tutte le persone che hanno bisogno di sentirsi vicine, accolte, parte di qualcosa. Ogni settimana, una voce legge una favola al telefono. Un gesto semplice, capace però di creare relazione, immaginazione e presenza anche a distanza. Perché la sostenibilità non riguarda soltanto l’ambiente. Parla anche di comunità, ascolto, cultura e cura reciproca. Parla della capacità di non lasciare indietro nessuno. “Favole al telefono” nasce dentro il grande progetto culturale di Pistoia Capitale del Libro 2026, un programma che mette al centro inclusione sociale, contrasto alla povertà educativa e accesso alla lettura come diritto condiviso. L’iniziativa propone letture telefoniche gratuite tratte dal libro “Favole al telefono” di Rodari, con appuntamenti settimanali su prenotazione dedicati ai bambini e alle famiglie. In un tempo in cui siamo sempre connessi ma spesso lontani, una favola raccontata può ancora diventare un ponte. Perché a volte, per cambiare il mondo, basta davvero una voce che racconta una storia.

C’è un mondo che corre veloce. E poi c’è chi sceglie di fermarsi qualche minuto, ascoltare una voce e lasciarsi accompagnare da una storia. A Pistoia, Capitale Italiana del Libro 2026, nasce “Favole al telefono”, un progetto ispirato alle celebri storie di Gianni Rodari. Un appuntamento telefonico dedicato ai bambini di ogni età, ma anche a tutte le persone che hanno bisogno di sentirsi vicine, accolte, parte di qualcosa. Ogni settimana, una voce legge una favola al telefono. Un gesto semplice, capace però di creare relazione, immaginazione e presenza anche a distanza. Perché la sostenibilità non riguarda soltanto l’ambiente. Parla anche di comunità, ascolto, cultura e cura reciproca. Parla della capacità di non lasciare indietro nessuno. “Favole al telefono” nasce dentro il grande progetto culturale di Pistoia Capitale del Libro 2026, un programma che mette al centro inclusione sociale, contrasto alla povertà educativa e accesso alla lettura come diritto condiviso. L’iniziativa propone letture telefoniche gratuite tratte dal libro “Favole al telefono” di Rodari, con appuntamenti settimanali su prenotazione dedicati ai bambini e alle famiglie. In un tempo in cui siamo sempre connessi ma spesso lontani, una favola raccontata può ancora diventare un ponte. Perché a volte, per cambiare il mondo, basta davvero una voce che racconta una storia.

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Concerti + sostenibili, parte da Firenze una rivoluzione Green


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Buone notizie dal mondo della musica e della sostenibilità Dal festival Opel Firenze Rocks 2026 nasce un progetto innovativo che punta a creare un osservatorio nazionale sulla sostenibilità degli eventi live. L’obiettivo è chiaro: rendere concerti e grandi eventi sempre più rispettosi dell’ambiente attraverso dati scientifici, monitoraggi reali e nuove tecnologie. Verranno analizzati parametri importanti come: emissioni di CO2 qualità dell’aria gestione dei rifiuti dati satellitari e intelligenza artificiale Un passo concreto verso eventi più sostenibili, meno sprechi e maggiore attenzione per il territorio e le persone. La musica può unire, emozionare… e anche cambiare il futuro

Buone notizie dal mondo della musica e della sostenibilità Dal festival Opel Firenze Rocks 2026 nasce un progetto innovativo che punta a creare un osservatorio nazionale sulla sostenibilità degli eventi live. L’obiettivo è chiaro: rendere concerti e grandi eventi sempre più rispettosi dell’ambiente attraverso dati scientifici, monitoraggi reali e nuove tecnologie. Verranno analizzati parametri importanti come: emissioni di CO2 qualità dell’aria gestione dei rifiuti dati satellitari e intelligenza artificiale Un passo concreto verso eventi più sostenibili, meno sprechi e maggiore attenzione per il territorio e le persone. La musica può unire, emozionare… e anche cambiare il futuro

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Gioielli biodegradabili - La rivoluzione green di Neloo


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Neloo è un brand artigianale nato a Viterbo nel 2018 dalla visione di Roberta Pietrini, con l’obiettivo di coniugare moda e sostenibilità. L’azienda si distingue per un approccio profondamente etico, basato sul rispetto dell’ambiente, sull’economia circolare e sull’utilizzo di materiali naturali selezionati con cura. Al centro del progetto c’è la volontà di creare gioielli belli ma anche responsabili, riducendo al minimo l’impatto ambientale lungo tutto il processo produttivo, dalla scelta delle materie prime fino al packaging. Il materiale simbolo delle creazioni Neloo è il Capim Dourado, conosciuto come “oro vegetale”. Si tratta di una pianta spontanea originaria della regione del Jalapão, in Brasile, che assume un caratteristico colore dorato una volta matura. Questa fibra naturale, oltre ad essere leggera e luminosa, è anche completamente biodegradabile e non richiede coltivazioni intensive, rendendola una risorsa sostenibile. La raccolta del Capim Dourado è regolamentata dalla legislazione brasiliana per proteggere l’ecosistema e garantire condizioni di lavoro etiche agli artigiani locali. Nel laboratorio di Neloo, questa fibra viene lavorata a mano con tecniche artigianali che richiamano la tradizione sudamericana, trasformandosi in gioielli unici, anallergici ed ecologici. Ogni creazione nasce da un processo attento e consapevole, dove manualità e innovazione si incontrano per dare vita a prodotti sostenibili ma anche esteticamente raffinati. L’impegno di Neloo non si limita ai materiali: l’intero ciclo produttivo è pensato per ridurre l’impronta ambientale, evitando sostanze chimiche e privilegiando lavorazioni a basso consumo energetico. Questo approccio dimostra come sia possibile fare impresa nel mondo della moda in modo etico, valorizzando allo stesso tempo l’artigianato e il rispetto per il pianeta. Neloo rappresenta quindi un esempio concreto di sostenibilità applicata al design, dove ogni gioiello racconta una storia fatta di natura, cultura e consapevolezza.

Neloo è un brand artigianale nato a Viterbo nel 2018 dalla visione di Roberta Pietrini, con l’obiettivo di coniugare moda e sostenibilità. L’azienda si distingue per un approccio profondamente etico, basato sul rispetto dell’ambiente, sull’economia circolare e sull’utilizzo di materiali naturali selezionati con cura. Al centro del progetto c’è la volontà di creare gioielli belli ma anche responsabili, riducendo al minimo l’impatto ambientale lungo tutto il processo produttivo, dalla scelta delle materie prime fino al packaging. Il materiale simbolo delle creazioni Neloo è il Capim Dourado, conosciuto come “oro vegetale”. Si tratta di una pianta spontanea originaria della regione del Jalapão, in Brasile, che assume un caratteristico colore dorato una volta matura. Questa fibra naturale, oltre ad essere leggera e luminosa, è anche completamente biodegradabile e non richiede coltivazioni intensive, rendendola una risorsa sostenibile. La raccolta del Capim Dourado è regolamentata dalla legislazione brasiliana per proteggere l’ecosistema e garantire condizioni di lavoro etiche agli artigiani locali. Nel laboratorio di Neloo, questa fibra viene lavorata a mano con tecniche artigianali che richiamano la tradizione sudamericana, trasformandosi in gioielli unici, anallergici ed ecologici. Ogni creazione nasce da un processo attento e consapevole, dove manualità e innovazione si incontrano per dare vita a prodotti sostenibili ma anche esteticamente raffinati. L’impegno di Neloo non si limita ai materiali: l’intero ciclo produttivo è pensato per ridurre l’impronta ambientale, evitando sostanze chimiche e privilegiando lavorazioni a basso consumo energetico. Questo approccio dimostra come sia possibile fare impresa nel mondo della moda in modo etico, valorizzando allo stesso tempo l’artigianato e il rispetto per il pianeta. Neloo rappresenta quindi un esempio concreto di sostenibilità applicata al design, dove ogni gioiello racconta una storia fatta di natura, cultura e consapevolezza.

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