I ragazzi che frequentano dell'Associazione Mosaico di Codroipo partecipano al laboratorio di riciclo della carta. Un esempio eccellente di sostenibilità e solidarietà.
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Dedicarsi agli altri, l'esperienza "Il Mosaico Onlus"
Il Centro Occupazionale Diurno “Il Mosaico” ha come finalità il benessere globale della persona disabile e il miglioramento della sua qualità di vita, raggiunti principalmente attraverso la relazione con gli educatori, i compagni, il mondo esterno. In particolare la Cooperativa ha il fine di rimuovere gli ostacoli di ordine soggettivo, economico e sociale che impediscono la piena realizzazione spirituale e materiale della persona e la sua compartecipazione alla crescita ed allo sviluppo della comunità d’appartenenza. Per le sue origini, il Mosaico persegue l’obiettivo di offrire occasioni concrete per vivere un’esperienza di condivisione, allo scopo di favorire un cambiamento culturale nei confronti della disabilità. Un mosaico non può essere completo senza ogni sua tessera. Una società non può essere completa senza la partecipazione di ogni suo individuo.
Il Centro Occupazionale Diurno “Il Mosaico” ha come finalità il benessere globale della persona disabile e il miglioramento della sua qualità di vita, raggiunti principalmente attraverso la relazione con gli educatori, i compagni, il mondo esterno. In particolare la Cooperativa ha il fine di rimuovere gli ostacoli di ordine soggettivo, economico e sociale che impediscono la piena realizzazione spirituale e materiale della persona e la sua compartecipazione alla crescita ed allo sviluppo della comunità d’appartenenza. Per le sue origini, il Mosaico persegue l’obiettivo di offrire occasioni concrete per vivere un’esperienza di condivisione, allo scopo di favorire un cambiamento culturale nei confronti della disabilità. Un mosaico non può essere completo senza ogni sua tessera. Una società non può essere completa senza la partecipazione di ogni suo individuo.
Storie ad impatto
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Uomo e Natura, l'unione ribadita anche dalla Chiesa
Il 2 settembre 2026 la Commissione Teologica Internazionale, con l'autorizzazione di Leone XIV, ha proposto di parlare di peccato contro il Creato e contro il Creatore. È una buona notizia: la cura della Terra diventa parte concreta della vita di fede. In che cosa consiste? Nell'usare i beni della natura oltre la necessità e la moderazione: lo spreco, il consumo senza misura, lo sfruttamento che inquina l'aria e l'acqua, le scelte che scaricano i danni sui più poveri e sulle generazioni future. Il documento lo riassume così: ogni acquisto è un atto morale. Come capire se si pecca? Valgono i criteri di sempre: consapevolezza e libertà. Chi sa e può scegliere, ne risponde. Alcune domande aiutano l'esame di coscienza: - Ho sprecato cibo, acqua o energia potendo evitarlo? - Ho comprato più del necessario, solo per possedere? - Le mie scelte, in casa o al lavoro, hanno danneggiato qualcuno che non vedo? La responsabilità cresce con il potere: più alta per chi governa, produce o vive nei Paesi ricchi. E qui sta la rinascita. Ciò che si riconosce si può confessare e cambiare. Un pasto non buttato, un viaggio in meno, un acquisto più sobrio diventano gesti di conversione: liberano l'anima dall'ansia di possedere e restituiscono alla Terra un po' del respiro che le abbiamo tolto.
Il 2 settembre 2026 la Commissione Teologica Internazionale, con l'autorizzazione di Leone XIV, ha proposto di parlare di peccato contro il Creato e contro il Creatore. È una buona notizia: la cura della Terra diventa parte concreta della vita di fede. In che cosa consiste? Nell'usare i beni della natura oltre la necessità e la moderazione: lo spreco, il consumo senza misura, lo sfruttamento che inquina l'aria e l'acqua, le scelte che scaricano i danni sui più poveri e sulle generazioni future. Il documento lo riassume così: ogni acquisto è un atto morale. Come capire se si pecca? Valgono i criteri di sempre: consapevolezza e libertà. Chi sa e può scegliere, ne risponde. Alcune domande aiutano l'esame di coscienza: - Ho sprecato cibo, acqua o energia potendo evitarlo? - Ho comprato più del necessario, solo per possedere? - Le mie scelte, in casa o al lavoro, hanno danneggiato qualcuno che non vedo? La responsabilità cresce con il potere: più alta per chi governa, produce o vive nei Paesi ricchi. E qui sta la rinascita. Ciò che si riconosce si può confessare e cambiare. Un pasto non buttato, un viaggio in meno, un acquisto più sobrio diventano gesti di conversione: liberano l'anima dall'ansia di possedere e restituiscono alla Terra un po' del respiro che le abbiamo tolto.
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Flo, la moda che include - Bellezza e lavoro trasformano la fragilità in opportunità
La moda incontra il sociale attraverso l’esperienza della Cooperativa Flo Concept, nata nel 2010 con l’obiettivo di offrire percorsi formativi e opportunità di inserimento lavorativo a persone in condizioni di fragilità. La cooperativa opera in un settore tradizionalmente distante dal mondo del sociale, trasformando la produzione artigianale in uno strumento di inclusione, crescita e autonomia. Nel corso degli anni Flo ha accolto persone con esperienze e fragilità differenti, accompagnandole nell’acquisizione di competenze non soltanto tecniche, ma anche personali e relazionali. Tra le storie più significative c’è quella di una persona che, grazie al percorso svolto all’interno della cooperativa, è riuscita successivamente a trovare un impiego al di fuori dell’ambiente protetto, costruendo un cammino professionale stabile e di realizzazione personale. Attualmente Flow accoglie tra le dodici e le quindici persone. L’obiettivo per il futuro non è semplicemente crescere nelle dimensioni, ma sviluppare nuove opportunità e coinvolgere un numero ancora maggiore di lavoratori. A guidare ogni attività sono tre parole: bellezza, inclusione e ascolto. La bellezza di prodotti curati dal punto di vista stilistico e manifatturiero; l’inclusione come vocazione; l’ascolto come elemento indispensabile per accompagnare ogni persona nel proprio percorso lavorativo.
La moda incontra il sociale attraverso l’esperienza della Cooperativa Flo Concept, nata nel 2010 con l’obiettivo di offrire percorsi formativi e opportunità di inserimento lavorativo a persone in condizioni di fragilità. La cooperativa opera in un settore tradizionalmente distante dal mondo del sociale, trasformando la produzione artigianale in uno strumento di inclusione, crescita e autonomia. Nel corso degli anni Flo ha accolto persone con esperienze e fragilità differenti, accompagnandole nell’acquisizione di competenze non soltanto tecniche, ma anche personali e relazionali. Tra le storie più significative c’è quella di una persona che, grazie al percorso svolto all’interno della cooperativa, è riuscita successivamente a trovare un impiego al di fuori dell’ambiente protetto, costruendo un cammino professionale stabile e di realizzazione personale. Attualmente Flow accoglie tra le dodici e le quindici persone. L’obiettivo per il futuro non è semplicemente crescere nelle dimensioni, ma sviluppare nuove opportunità e coinvolgere un numero ancora maggiore di lavoratori. A guidare ogni attività sono tre parole: bellezza, inclusione e ascolto. La bellezza di prodotti curati dal punto di vista stilistico e manifatturiero; l’inclusione come vocazione; l’ascolto come elemento indispensabile per accompagnare ogni persona nel proprio percorso lavorativo.
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Io corro per... 24° edizione di Corri la Vita
La fine di settembre sta giungendo e con essa l'imperdibile appuntamento della città di Firenze: Corri la Vita. L'appuntamento benefico-sportivo-culturale che ogni anno riunisce tutta la città con l'obiettivo di combattere il tumore al seno. Ogni anno i partecipanti aumentano e così anche i progetti portati avanti dall'organizzazione, che quest'anno ha visto il bando ampliarsi alla nazione intera. Tante persone, tanti progetti, un solo cuore.
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BeeSafe: l’impatto delle microplastiche su api e impollinatori
Le microplastiche non si trovano solo nei mari: sono presenti anche nei suoli, nei fiori e persino negli insetti impollinatori. BeeSafe, il progetto coordinato da Ilaria Colzi dell’Università di Firenze e finanziato dalla National Geographic Society, studia come queste particelle possano alterare il rapporto tra piante e api, modificando colori, profumi e qualità del nettare. Un’indagine che ci aiuta a capire come l’inquinamento invisibile possa influenzare la biodiversità e il futuro dell’impollinazione.
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Microplastiche: un rischio invisibile
Sono minuscole, spesso invisibili a occhio nudo, ma ormai si trovano ovunque. Le microplastiche contaminano mari, fiumi, suoli agricoli e persino l’aria che respiriamo. Derivano dalla degradazione degli oggetti in plastica e dall’uso quotidiano di numerosi prodotti. Una volta disperse nell’ambiente, possono essere ingerite da animali e insetti, entrando nelle catene alimentari e alterando gli equilibri degli ecosistemi. La loro diffusione rappresenta una delle sfide ambientali più complesse del nostro tempo. Comprendere dove si accumulano, come si muovono e quali effetti producono è fondamentale per sviluppare strategie efficaci di prevenzione e riduzione dell’inquinamento da plastica.
Sono minuscole, spesso invisibili a occhio nudo, ma ormai si trovano ovunque. Le microplastiche contaminano mari, fiumi, suoli agricoli e persino l’aria che respiriamo. Derivano dalla degradazione degli oggetti in plastica e dall’uso quotidiano di numerosi prodotti. Una volta disperse nell’ambiente, possono essere ingerite da animali e insetti, entrando nelle catene alimentari e alterando gli equilibri degli ecosistemi. La loro diffusione rappresenta una delle sfide ambientali più complesse del nostro tempo. Comprendere dove si accumulano, come si muovono e quali effetti producono è fondamentale per sviluppare strategie efficaci di prevenzione e riduzione dell’inquinamento da plastica.
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“Camminare insieme” – Parte il conto alla rovescia per Corri La Vita 2026
Parte ufficialmente il conto alla rovescia per Corri La Vita 2026, uno degli appuntamenti più importanti dedicati alla solidarietà, alla prevenzione, all'inclusione e allo sport. L'evento tornerà a colorare le strade di Firenze domenica 27 settembre 2026, riunendo migliaia di persone accomunate da un unico obiettivo: sostenere la lotta contro il tumore al seno e promuovere la cultura della prevenzione. Corri La Vita è molto più di una manifestazione sportiva: è un grande momento di partecipazione collettiva, capace di unire cittadini, volontari, associazioni, istituzioni e sostenitori in una giornata all'insegna della condivisione e della solidarietà. Ogni passo compiuto rappresenta un gesto concreto a favore dei progetti che ogni anno vengono sostenuti grazie alla raccolta fondi dell'evento. Ogni sorriso, ogni incontro, ogni presenza racconta una storia di impegno, speranza e vicinanza. Perché la forza di Corri La Vita è proprio questa: trasformare un semplice percorso in un messaggio di consapevolezza e in un aiuto concreto per chi affronta il tumore al seno.
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Le aziende possono rigenerare il pianeta?
🌱 Dalla sostenibilità alla rigenerazione. Treedom ha lanciato Regenera, una nuova soluzione che aiuta le aziende a creare un impatto ambientale e sociale positivo, misurabile e integrato nelle attività quotidiane. L'idea è semplice ma rivoluzionaria: non basta più limitare i danni, bisogna contribuire attivamente alla rigenerazione di ecosistemi, comunità e territori. Tra gli ambiti di intervento: 🌳 Alberi ed ecosistemi ♻️ Carbon offset 🧴 Rimozione della plastica 🦋 Biodiversità 🏙️ Natura urbana 🌊 Protezione delle acque Una buona notizia che mostra come il mondo delle imprese possa diventare parte della soluzione.
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Dalla solidarietà alle Olimpiadi: il percorso di rinascita di Francesca Lollobrigida
Un incontro avvenuto durante un’iniziativa di solidarietà con alcuni ragazzi con disabilità ha rappresentato un punto di svolta in un periodo complesso. Un’esperienza capace di restituire energia, motivazione e la sensazione concreta di “tornare sulla giusta strada”. Da quel momento è iniziato un nuovo equilibrio. La quotidianità, l’allenamento e la determinazione hanno ritrovato direzione, fino ai risultati sportivi. Ma ciò che rende significativo questo percorso è la natura dello scambio: un gesto di solidarietà che non resta unidirezionale, ma diventa reciproco. Chi riceve trova forza, chi dona porta con sé qualcosa di altrettanto profondo.
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Dall'Aquila a Firenze: il grande gesto di Renato Zero per i piccoli del Meyer
La musica non si ferma all'eco di un applauso, ma si trasforma in un abbraccio concreto capace di curare il futuro. L'ultimo, straordinario gesto di Renato Zero incarna l'essenza più autentica della Perdonanza Celestiniana, tramutando l'arte in uno strumento di speranza e profonda solidarietà. Rinunciando al proprio compenso, il cantautore romano ha donato quarantamila euro alla Fondazione Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze. Questo generoso contributo permetterà l'acquisto di un'innovativa apparecchiatura di insufflazione per la chirurgia laparoscopica e robotica, un presidio tecnologico che allevierà la sofferenza dei piccoli pazienti, rendendo le operazioni meno invasive. Non è la prima volta che l'artista si fa "mollica" per costruire una grande pagnotta di bene comune, avendo già sostenuto in passato altri poli pediatrici d'eccellenza come il Gaslini e il Sant'Orsola. L'iniziativa dimostra come la cultura e la spiritualità di un evento storico possano superare i confini del palcoscenico per entrare silenziosamente nelle corsie d'ospedale. Lì dove la fragilità dei bambini chiede protezione, la generosità dei grandi risponde con la forza della vita. Curare un bambino significa curare il domani, e Renato Zero, con la complicità del Comune dell'Aquila, ha scritto una delle sue pagine più melodiose: quella in cui la musica salva.
La musica non si ferma all'eco di un applauso, ma si trasforma in un abbraccio concreto capace di curare il futuro. L'ultimo, straordinario gesto di Renato Zero incarna l'essenza più autentica della Perdonanza Celestiniana, tramutando l'arte in uno strumento di speranza e profonda solidarietà. Rinunciando al proprio compenso, il cantautore romano ha donato quarantamila euro alla Fondazione Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze. Questo generoso contributo permetterà l'acquisto di un'innovativa apparecchiatura di insufflazione per la chirurgia laparoscopica e robotica, un presidio tecnologico che allevierà la sofferenza dei piccoli pazienti, rendendo le operazioni meno invasive. Non è la prima volta che l'artista si fa "mollica" per costruire una grande pagnotta di bene comune, avendo già sostenuto in passato altri poli pediatrici d'eccellenza come il Gaslini e il Sant'Orsola. L'iniziativa dimostra come la cultura e la spiritualità di un evento storico possano superare i confini del palcoscenico per entrare silenziosamente nelle corsie d'ospedale. Lì dove la fragilità dei bambini chiede protezione, la generosità dei grandi risponde con la forza della vita. Curare un bambino significa curare il domani, e Renato Zero, con la complicità del Comune dell'Aquila, ha scritto una delle sue pagine più melodiose: quella in cui la musica salva.
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Il gesto di Shakira che sta emozionando il mondo
Un semplice video pubblicato sui social. Un gruppo di ragazzi dell’Uganda che balla con il cuore. E una superstar mondiale che decide di ascoltarli davvero. I Triplets Ghetto Kids avevano ricreato la coreografia di Dai Dai, la nuova canzone di Shakira per i Mondiali 2026, chiedendo di poter ballare con lei. Shakira ha visto quel video… e li ha invitati ufficialmente a esibirsi con lei alla finale della Coppa del Mondo. 🌍⚽ Ma non finisce qui. La cantante ha anche annunciato che il progetto sosterrà il FIFA Global Citizen Education Fund, aiutando bambini e comunità svantaggiate attraverso l’istruzione. Una storia che dimostra quanto musica, social e solidarietà possano creare opportunità reali. E forse è proprio questo il lato più bello di internet. ✨
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